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sabato 10 gennaio 2015

la satira....e l'asino che vola

Anche nel medio evo si faceva satira, addirittura i re tenevano a corte i giullari che  prendevano in giro tutta la corte, re compreso, erano ben accetti e quando erano intelligenti più del padrone riuscivano a renderlo ridicolo che questi rideva senza comprendere che si parla va della sua persona.
Ma chi non accetta la libertà altrui non vuole la satira.
A me non piace la satira quando è  offensiva e volgare, però questo è un mio pensiero.


M'hanno raccontato degli anziani che durante l'epoca fascista, un personaggio che prendeva apertamente in giro il fascismo, ogni tanto l'arrestavano ed ecco che tutti i cavatori di Carrara entravano in sciopero.

Un giorno prese un carretto, lo caricò con un grosso fascio di canne e regalando a i bimbi delle caramelle,mentre lui aggirandosi per le strade tirando il carretto, gli faceva buttar via  le canne una ad una.
E mentre i bimbi buttavano via le canne lui diceva ad alta voce per farsi sentir bene dalle persone che ridevano:
" Occhio ragazzi, state attenti Perché il fascio comincia a sfasciarsi".

Nella montagna, sopra Seravezza, avevano scritto, sopra una roccia a grandi lettere: Viva il duce.
Sapete cosa fece costui? Di cui non ricordo il nome.
Con un po' di filo fece una funiculare a cui appese un asino di cartone e lo faceva andare avanti ed indietro verso la scritta, dicendo alle persone che gli stavano attorno incuriosite:
" guardate, guardate, lassù c'è un miccio (asino) che vola...




Viva i giullari, pur che non abbiano "padroni" di nessun tipo, giullari che siano LIBERI PENSATORI








venerdì 18 ottobre 2013

anche allora si poteva scegliere

Sono nata quando mio padre era già in la con gli anni e l'ho sempre visto come un uomo anziano, anche se facendo i conti tanto anziano non era.
E poi c'era il fatto che di lui avevo anche un po' paura, lo vedevo sempre litigare con mia madre e quando siamo piccoli e vediamo un padre che grida e una mamma che piange si pensa che lui è cattivo. Bisogna divenire grandi per capire.
Ora che non c'è più ho il rimpianto di non averlo mai conosciuto veramente perché ogni tanto vengo a sapere cose di lui che non sapevo.
Tempo fa non riuscivo a  dormire, cosa che mi capita di rado, mi sono messa a guardare in un vecchio comodino della camera di mio padre ed ho preso tra le mani il suo libretto di lavoro.
Sapevo che lui un tempo aveva lavorato in Liguria  ma pensavo che l'avesse fatto perché qui non c'era lavoro, ma ho visto dalle date che lui ha lavorato fuori dallaToscana quando il fascismo imperava perché non aveva la tessera d'iscrizione al fascio e lavorava per una ditta straniera (  Varraud ) poi dopo l'epoca fascista è tornato al suo lavoro di cavatore qui in zona.



Sapevo che mio padre amava la musica , andava sempre ad ascoltare la banda che suonava nei giorni di festa, anche lui da giovane vi aveva suonato ma non sapevo perché aveva smesso, solo poco tempo fa un mio amico , che l'aveva saputo da suo padre il quale suonava assieme al mio me l'ha raccontato.
Era la festa del patrono e la banda stava suonando quando il maestro chiese di suonare "faccetta nera"
( canzone fascista)e mio padre prese lo strumento, che apparteneva alla banda, lo posò a terra egli disse :" Suonatela da solo !"E poi scappò attraverso i boschi perché con un gesto del genere allora si rischiava grosso. E mio padre non suonò più perché mai poté comparsi uno strumento ma facendo quel gesto era consapevole che non avrebbe più suonato .


Forse anche allora si poteva scegliere da quale parte stare. Lo si può prima che gli eventi ci travolgano , lo si può anche da presone umili,' non informate come lo era mio padre il quale aveva solo la terza elementare e non aveva una radio ne un libro , ascoltando la propria coscienza e fare sempre attenzione quando qualcuno arringa le piazze promettendo tutto ciò che la gente vuole