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venerdì 16 dicembre 2016
I miei racconti: la saponetta
La Saponetta
In paese quel mattino erano rimaste poche persone....
Gli uomini stavano gia lavorando nelle cave di marmo o nei boschi e qualche donna era rimasta con i bimbi piccolini oppure perché ancora doveva sbrigare qualche faccenda...
Era una giornata già calda fin dalle prime ore del mattino...qualcuno cantava nella casa con le finestre spalancate....veramente quasi tutte le case avevano le finestre aperte e pure le porte non venivano mai chiuse a chiave....ladri non ce n'erano...e se fossero entrati non avrebbero trovato nulla da prendere.
La donna che cantava accostò la porta e usci tenendo per la mano una bimba con le treccine ed ecco che inizia gridare:
"Brutto rospo malidetto, figliola d'un cane, razzaccia malidetta..." il resto meglio tacerlo..
E siccome in un piccolo paese poche, azi quasi nessuna cosa è un fatto privato e meno che mai le liti....
Chi stava in casa s'affacciò alle finestre o ai muretti...per capire bene così avrebbero riferito a chi non era presente....insomma una specie di facebbok all'antica.
Qualcuno dal secondo piano della casa più vicina dove stava passando la donna con la bimba urlava:
" Che hai da urlà...mi pai matta...matta come tu' ma e la tu nonna"
"sei un rospo velenoso hai bagno anco questa creatura...prega che un s'ammli senno' ti cionco a pezzi. L'hai a smette di tirà sempre l'acqua del catino duve ti sei lava nela via, votila nela tu' piazza"
"Se l'aqua t'ha bagno almeno ti sei improfumata, che ti credi io mi lavo cola saponetta.....mia con il sapone"
è si perché la saponetta veniva tenuta assieme all'asciugamano "bono" per far lavare le mani al medico quando veniva a visitare un ammalato.
Per il resto c'erano i pezzi di sapone con cui si lavavano i panni , le persone e i piatti.
venerdì 27 giugno 2014
i miei racconti: un ladro esperto parte 2
I boschi di Luciano si trovavano distanti, in alto da lassù partiva una funicolare che arriva giù in basso e serviva per scendere il legname.
Per il taglio degli alberi prendeva a lavorare uomini a giornata mentre per la raccolta delle castagne c'erano le " coglitore " che venivano ripagate con la farina dolce.
Il terreno da coltivare, la vigna e la stalla erano affidate ad una numerosa famiglia del paese.
I prodotti della terra al momento della raccolta venivano divisi a metà con il contadino, mentre il maiale l'acquistava il padrone e s'allevava nutrendolo con i prodotti della terra ed al momento della macellazione le carni venivano divise a metà, mentre le pecore e gli agnelli che nascevano appartenevano al padrone, al contadino toccava metà della lana e del formaggio.
La famiglia che s'occupava della terra era numerosa ed a Natale già aveva terminato le provviste.
Così quella primavera ad uno degli zii venne un idea; quella di mangiarsi tutti assieme un agnello e così lo fecero sparire.
La mattina dopo avevano paura per la reazione del padrone perché Luciano era si un uomo generoso ma andava su tutte le furie se qualcuno cercava di farlo fesso.
Il giorno dopo aver mangiato l'agnello, di buon ora uno degli zii andò a bussare alla porta della falegnameria e imprecando avvertì il padrone che nella stalla c'era stato un furto.
continua
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