Visualizzazione post con etichetta racconto umoristico. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta racconto umoristico. Mostra tutti i post
mercoledì 2 ottobre 2013
i miei racconti: Ad un uomo tutto si può negare ma....
La Fernanda stava sulla Croce con la schiena appoggiata ad un grosso masso mentre le sue pecore pascolavano all'ombra dei frassini . Era talmente presa dai suoi pensieri che non s'era nemmeno accorta di sua madre, la Rosa che scendeva giù dalla mulattiera portando sul capo una fascina di legna.
Così quando la donna buttò in terra la fascina, a due passi dalla Fernanda , questa fece un balzo.
"Accidenti a voi che paura m'avete fatto prendere ! "
" E che sei sorda che non m'hai sentita arrivare? " Le disse la Rosa e poi si asciugò con il grembiule il sudore del viso e del collo e si sedette a fianco della figlia.
La Rosa s'accorse che la Fernanda, la quale a chiacchierare ci stava volentieri quel giorno non ne aveva voglia e teneva la testa china.
" Si può sapere oggi cos'hai ? Almeno togli i capelli dagli occhi ed alza il viso! "
La Fernanda tirò su il viso e sotto quella fialda di capelli che pareva essere sfuggita dalle forcine che tenevano a posto la crocchia di capelli scuri sua madre vide l'occhio nero.
" Cos'hai fatto ?"
"E cosa volete che abbia fatto ? ieri sera sono caduta per la scalinata della vigna."
" Senti, non mi raccontare storie eh! che quando si cade da una scalinata ci possiamo far male alle gambe o alla schiena ma mai ho sentito dire che ci si faccia gli occhi neri.
E stato tuo marito vero ? "
" E stato lui si !"
" Quel serpente velenoso ! era ubriaco anche ieri sera ?! Almeno un giorno o l'altro con il vino ci si strozzasse !"
"Magari avesse bevuto ! Che quando ha bevuto non ricorda nulla, invece stasera quando viene dal lavoro non so come fare ad entrare in casa. "
" Eh iofottuti , che gli avrai fatto mai?|"
"Ieri sera, il mi' Ugenio aveva voglia di " segate " , me n'ero già accorta durante la cena, non è uscito nemmeno per andare al bar. Così appena il bimbo è andato a letto ci siamo andati anche noi, e sapete com'è....."
" Com'è lo so si ! Ma che una la mattina dopo abbia un occhio nero questo proprio non lo so!."
"O ma' se mi lasciate finire vi racconto come è andata !Ve l'avevo già detto di Armando che mi gira attorno ed ogni volta che mi passa vicino mi fa dei discorsi storti, insomma ieri sera non so come ma quando siamo stati sul più bello anziché chiamare Ugenio ho chiamato Armando.
E così m'ha fatto un occhio nero. Stamani è andato alla cava senza dir parola e stasera quando viene a casa non so che scusa inventare, è tutto il giorno che mi arrovello il cervello ma non mi viene in mente nulla."
" Puoi solo provare a lasciare la porta aperta ed un fiasco di vino sul tavolino e prima che tu entri in casa sperare che lo beva tutto e scordi la faccenda.
Ma che funzioni io, a dir la verità ci credo poco.
Bella mi' figliola questa volta ti sei fregata da sola, perché ad un uomo tutto si pole negare, ma chiamarne un altro in quei momenti li!....Non ho proprio consigli da darti.".
domenica 17 marzo 2013
i miei racconti: Tre palmi sotto il mento
Tre palmi sotto il mento
Terminata la strada che collega nostri paesi di montagna con la valle i paesani decisero d'avere anche loro un santo proprio e non più un unico santo, quello della parrocchia da condividere con altri quattro paesi.
Così arrivò il giorno in cui poter festeggiare il nuovo santo, dal mattino presto ad ogni finestra facevano mostra di se le coperte e i pizzi più belli. nelle strade s'erano sparsi rami di mirto e timo che quando vengono calpestati lasciano nell'aria un profumo inconfondibile.
Tutto era pronto, anche i mortaretti, il paese era in attesa e già la banda accordava gli strumenti .
Il vescovo tardava e i chierichetti,vestiti di tutto punto, che fermi non potevan stare sul sagrato s'erano messi a darsi spintoni.
Don Ugenio era agitato, più d'ogni altro paesano, faceva fuori e dentro dall'altare al sagrato.
Qualcuno lo vide inginocchiarsi al santo e poi sparire in sacrestia dove la Rosa faceva i tortelli per il pranzo al vescovo e ad i preti che l'accompagnavano.
La Rosa, tra un abbraccio e una palpata, per dirla bene, tre palmi sotto al mento, una mano infarinata sulla tonaca gli lasciò stampata.
Arrivò il vescovo e si partì in processione, don Ugenio, che non s'era reso conto di nulla, in tutta fretta partì in testa con il santo mentre la banda suonava e le suore cantavano, la sua toga come una bandiera mostrava una mano bianca s'un drappo nero.
Riportato il santo all'altare, dopo aver mangiato e finiti i fiaschi di vino, sulla piazza del paese dal canto sacro si passò a quello profano e qualcuno di quella mano infarinata si mise a rimare.
Quel sabato in paese
s'erin fatti i mortaretti
un santo novo volein portà,
staino a fa spintoni i chierichetti.
Aspettaino il vescovo co' i preticelli
e la Ro'in sacrestia
stava a fa' i tordelli.
Don Ugè era agitato
facea fora e dentro
dall'altare al sagrato.
E po' come fusse come sia
fe' un'inchino al santo
e sparitte 'n sacrestia.
La Ro', tra un'abbraccio e 'na palpata
tre palmi sotto il mento
una mana gli lasciò stampata.
Don Ugè conto un se ne rese
e con santo e Vescovo
fe' il giro del paese.
Mentre la banda sonava,
mano bianca su stoffa nera
la toga sventolava
come una bandiera.
Gabriella
Iscriviti a:
Post (Atom)

