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domenica 4 ottobre 2020

i miei racconti: in pace col suo corpo


                                                            


La Luna sembrava appesa ai rami spogli del grande noce

la Giulia se ne stava sotto le coperte e come spesso le accadeva, in quelle notti che la luna illuminava la stanza, tardava a prender sonno.

Si passò una mano sulla pancia che nonostante gli anni e i due figli ormai grandi, era ancora in forma.

Pensava con gratitudine al suo corpo che ancora era sano, forte e poteva muoversi bene senza acciacchi

Quel corpo che in gioventù odiava e aveva cercato di distruggere,

Pensava alle due amiche, quando eran giovani e snelle che facevan figura anche vestendo uno straccetto e belle lo erano anche con il passar degli anni

Non non le invidiava gli voleva un gran bene...

Avrebbe voluto anche lei quella magrezza...quella fragilità

Troppo grande e muscoloso era il suo corpo l'unica cosa che gli piaceva era il suo seno

E poi...e poi era arrivata quella bestiaccia di male ed in pochi mesi s'era prese tutte e due le sue amiche.

In seguito tanti pensieri ed anche paura affollarono la sua testa

Ci volle tempo ma niziò a vedere tante cose in modo diverso....a far pulizia spazzando dalla sua vita tutto quello che era inutile.

A star bene da sola...a rovistare nel passato senza paura....accettare anche i suoi errori.

Saliva fin lassù dove le rocce ripetono il grido del falco e mentre la fatiga si aggrappava ai suoi passi il suo animo si quietava.

E fece pace con quel corpo che non l'aveva mai tradita nonostante tutto...



mercoledì 25 febbraio 2015

i miei racconti: fragilità inaspettate




Le finestre erano spalancate e le lenzuola stese al sole, la chiamai, la prima volta non rispose,era in casa, la sentivo cantare, la chiamai altre due volte.

Attesi perché sentii che stava scendendo la scala di legno, quando aperse il portone aveva il viso gonfio e solcato dalle lacrime che non s'era curata d'asciugare.

Era stata umiliata e ferita nel suo orgoglio.

Forse cantava per non gridare o per mitigare il suo pianto.

In quella donna forte e spesso dura per la prima volta vidi fragilità inaspettate.