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domenica 4 ottobre 2020

i miei racconti: in pace col suo corpo


                                                            


La Luna sembrava appesa ai rami spogli del grande noce

la Giulia se ne stava sotto le coperte e come spesso le accadeva, in quelle notti che la luna illuminava la stanza, tardava a prender sonno.

Si passò una mano sulla pancia che nonostante gli anni e i due figli ormai grandi, era ancora in forma.

Pensava con gratitudine al suo corpo che ancora era sano, forte e poteva muoversi bene senza acciacchi

Quel corpo che in gioventù odiava e aveva cercato di distruggere,

Pensava alle due amiche, quando eran giovani e snelle che facevan figura anche vestendo uno straccetto e belle lo erano anche con il passar degli anni

Non non le invidiava gli voleva un gran bene...

Avrebbe voluto anche lei quella magrezza...quella fragilità

Troppo grande e muscoloso era il suo corpo l'unica cosa che gli piaceva era il suo seno

E poi...e poi era arrivata quella bestiaccia di male ed in pochi mesi s'era prese tutte e due le sue amiche.

In seguito tanti pensieri ed anche paura affollarono la sua testa

Ci volle tempo ma niziò a vedere tante cose in modo diverso....a far pulizia spazzando dalla sua vita tutto quello che era inutile.

A star bene da sola...a rovistare nel passato senza paura....accettare anche i suoi errori.

Saliva fin lassù dove le rocce ripetono il grido del falco e mentre la fatiga si aggrappava ai suoi passi il suo animo si quietava.

E fece pace con quel corpo che non l'aveva mai tradita nonostante tutto...



mercoledì 14 febbraio 2018

bonsai spontaneo


ogni volta che passo da queste parti mi fermo a guardare  questo boschetto che sta lassù in alto tra le rocce è un bonsai spontaneo.....sembra non crescere più di così

guardandolo mi sembrano olivi spontanei....ma non riesco a vederli da vicino

e poi mi trovo sotto rocce assai alte...non vorrei prendermi una pietra in testa


giovedì 15 giugno 2017

i miei racconti: ero lassù



" Che fai, dormi?"

Quella voce mi arrivò improvvisa come uno schiaffo in faccia.

" No professore, non stavo dormendo"


Mentre i compagni di classe ridevano, avrei voluto rispondergli:

"Non stavo dormendo....non ero più qui....me n'èro andata....lassù in montagna, tra i campi di fieno dove cicale e donne cantavano.

Dove c'è odor di gelsomino e rosa centifoglia

Ero lassù dove dove il vento accarezza sussurrando le grandi querce sotto cui cantano i grilli e giocano i bimbi.

Dove le rocce in alto ripetono il grido del falco.

Ero proprio li dove le donne mi offrivano ciliege insegnandomi stornelli sboccati.....

E tu professore cosa m'insegni? Solo parole incomprensibili!"


Ma mi limitai ad abbassare lo sguardo in silenzio


( da un mio racconto)

lunedì 23 settembre 2013

senza che io t' abbia cercato



Senza che Tu mi abbia cercato. Senza che io t'abbia cercato un giorno ci troveremo lassù.

Se non per questo, per cos' altro quando il buio della notte svapora, il freddo dell'alba mi risucchia lassù?
 E cos'altro mi fa attraversare la selva dove le foglie ancora gocciolano l' umidità della notte ed io attraverso canali di pietre e tronchi divelti coperti dai muschi per raggiungere quelle rocce dove l'eco ripete il grido che nasce dalla gola di un falco.
 Quelle rocce che come cattedrali silenziose e nude si levano contro il celo ed ancor fredde della notte cominciano a sorbire il sole mentre sui colli che chiudono la valle le nubi s'orlano d'oro e nell'aria si leva odor di resina e mirto.