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venerdì 17 giugno 2016

Diversi: la musica che vien dal mare









Da un vecchio diario

Quella sera d'estate, appena percettibile, come una leggera brezza mi raggiunse mentre stavo sdraiato sul letto con la finestra aperta in cerca di frescura e guardavo la luna sorta da poco  da dietro i neri profili dei monti.

Giungeva da lontano, veniva dal mare.

Ed io mi alzai, volevo raggiungerla, attraversai la selva scura e i paesi della pianura e giunsi al mare.

Troppo tardi vi giunsi.

Sulla spiaggia un cumolo di braci accese, un fiasco impagliato vuoto e tutto intorno orme, tante orme nella sabbia, ero certo da li veniva la musica.

Poco distante vidi un vecchio che abbracciato alla sua tromba dormiva sulla sdraio di legno.

Quante cose avrei voluto chiedergli ma c'era qualcosa di intimo tra l'uomo e il suo strumento e io ero un intruso.
Molti anni dopo seppi chi era quel vecchio....il mio orecchio non mi aveva tradito quella era musica vera.
Avevo da percorrere una lunga strada per tornare a casa e vi giunsi che il sole era alto.

Quante botte presi quel giorno!

E più male mi facevano le parole, parole che mi convincevano una volta in più che ero diverso, un figlio cattivo e pazzo.


giovedì 27 novembre 2014

diversi : diversi nell'anima



Sapessero, coloro che oggi m'invidiano, quali rovi porto aggrappati all'anima!
Hanno radici così tenaci e profonde che  nonostante il tempo non posso sradicare perché poste da chi più ho amato.
Ed ancora stillano sangue vivo.



(da un diario ritrovato)



mercoledì 17 settembre 2014

un vecchio diario

Questo è un vecchio diario da cui ultimamente ho preso qualche pagina pubblicandola ( diversi).

                                                                     


Ho posato sopra un fiore al fine di coprire la firma,
non desidero che si conosca il nome perché chi ha scritto queste pagine era conosciuto come persona dai modi rudi, troppe volte ferito nascondeva il suo sentire, il suo vero pensiero.

martedì 16 settembre 2014

diversi 9

  1. Gli altri giocavano ed io immobile sul muretto di pietra, silenzioso e solo più che mai, stavo a guardare. Guardavo gli altri bimbi che giocavano a nascondino, ero lento, ero grosso,ero timido, non sapevo correre, non volevo, non mi volevano far giocare.

Ma ecco la musica, riuscivo a sentirla, era la Giulia che affacciata alla finestra con il battipanni batteva le coltri, era l'abbaiar di un cane in fondo al paese e l'altro che dalla collina gli rispondeva, era il frinire delle cicale ed era una voce stonata di mamma che cantava una ninna nanna con tanto amore. Ed io non ero più solo.


   da un diario ritrovato

giovedì 31 luglio 2014

diversi 8(collegio)




A farti  sentire diverso è quando gli altri giocano e tu li vedi dalla finestra in alto. Avevo solo cinque anni e mezzo e mia madre m'aveva detto che il babbo all'ospedale stava per morire, lei sarebbe andata in città al servizio in casa di un medico ed io sarei andato in collegio.
 Il collegio sapevo che era un luogo di disperazione dove vanno i bimbi poveri che non hanno i genitori, che ci vanno i bimbi molto cattivi e che nessuno vuole. ed io pregavo in silenzio: "O signore fa guarire il babbo e se muore fa morire anche me". Intanto giù nella strada i bimbi giocavano"....Nulla m'è stato risparmiato.

Da un diario ritrovato

venerdì 4 luglio 2014

diversi 7




A convincermi ch'ero diverso erano i primi turbamenti sessuali dell'adolescenza. non sapevo con chi parlarne se non con il confessore.
 Ne parlavo con timore nelle mie confessioni; tremando pieno di vergogna nel confessionale a quel prete che voleva sapere tutto nei minimi particolari e mi domandava, mi domandava........
Sentivo attraverso la grata il suo fiato puzzolente ed il suo ansimare: pensavo che soffrisse per i miei peccati  "vergognosi".
Solo anni dopo quando fu cacciato capii quale fosse la sua "sofferenza".

DA un vecchio diario

lunedì 16 giugno 2014

diversi 6: la musica



La musica,quante volte per la musica mi sono sentito, m'hanno fatto sentire  diverso.

Ero nato in campagna dove si cominciava a lavorare fin da piccoli ed io m'incantavo guardando il sole  che filtrava tra i rami e quando il vento li muoveva, mi sdraiavo a terra ed ascoltavo, non dormivo la notte quando la pioggia batteva sui tegoli e gocciolava nel catino vicino al mio letto; ascoltavo.

 Ascoltavo il  vento che scendeva dalle montagne e correva per le strette strade del paese.

Scappavo dal lavoro che dovevo fare ed andavo ad ascoltare lo scorrer dell'acqua ed il sole riflesso nelle pozze dei ruscelli.

Ovunque sentivo dei suoni e tutti mi sembrava fossero musica, nella mia testa ,quando non riuscivo a dormire perché m'avevano picchiato, io sentivo musica.

Ora so! e sono contento di sapere!

 Si ero , sono Diverso!


  da un diario ritrovato

mercoledì 21 maggio 2014

diversi parte 5



Come non sentirsi diversi  Quando è Natale e tutti giocano  mentre tu sei spaventato perché a tavola i tuoi per un nonnulla hanno iniziato a litigare e nessuno ha finito di mangiare. Sei spaventato e sei andato nella stalla e stai  piangendo  seduto sulla mangiatoia della vecchia e paziente mucca che di tanto in tanto ti passa sulla mano la sua lingua rasposa.

( da un diario ritrovato)

martedì 20 maggio 2014

diversi parte 4




La cosa più brutta che un genitore può fare ai propri figli è quella di autorizzare il figlio maggiore a correggere e picchiare quello minore è un modo per trasformarli in nemici e negargli la possibilità di confidarsi e divenire un po' complici l'uno dell'altro, allora non potevo capirlo.........


           ( da un diario ritrovato)

venerdì 16 maggio 2014

diversi parte 3




Ho sempre avuto paura della notte, molta di più ne avevo da piccolo e d'adolescente. Mentre il giorno andavo da solo in luoghi sperduti, la notte avevo il terrore di rimanere al buio da solo, era la paura che dal buio emergessero figure tremende pronte a farmi male,non sogni ma incubi popolavano il mio sonno, ad ogni risveglio notturno, ed erano tanti, non sapevo più distinguere se avevo sognato o se era tutto reale e presente.
"Sei cattivo vai , vai a letto vedrai che una notte o l'altra verrà il diavolo e ti porta via ."
Questo era il mio " bacio" della buonanotte.

( da un diario ritrovato)

giovedì 15 maggio 2014

diversi parte 2



Spesso gli adulti in alcuni giorni cercano rifugio nei ricordi dell'infanzia, ma nella mia infanzia non ci fu mai rifugio sicuro. E non c'è oggi un solo giorno che vorrei  rivivere perché i miei giorni ed ancor più le mie notti grondavano paura e gl'incubi  sconvolgevano i sogni di bimbo.
Solo il giorno , da sveglio, spesso sognavo, sognavo per sopravvivere altrimenti la realtà m'avrebbe soffocato per sempre.

( da un diario ritrovato)


martedì 13 maggio 2014

diversi: parte prima



Oggi so che essere diversi è bello, ma non è sempre stato così.



Tutti siamo diversi e non solo per l'aspetto fisico, lo sono anche i nostri pensieri, i nostri sogni, e dolori che mutano nel tempo ed oggi sono diversi da quelli che avevamo  ieri.

Sono gli altri che ti fanno pensare che devi essere uguale ai tuoi compagni, così quando sei piccolo cerchi di far contenti tutti e d'essere ciò che non sei.

Dicono che spesso siano le madri troppo amorevoli verso i figli maschi a farne dei diversi, ma non è così, perché se lo fosse io sarei la fotocopia di tanti altri.

Fin da piccolo m'è stato ripetuto " se sei nato è perché io t'ho voluto. Tuo padre voleva un solo figlio ma è meglio averne due perché se uno muore i genitori da vecchi non avranno più chi si cura di loro. S'era per tuo padre non saresti mai nato!"

E così io sapevo da sempre d'essere un figlio di scorta; di seconda classe, avrei dato tutto di quel poco che avevo per sentirmi stretto in un abbraccio di mia madre..

( da un diario ritrovato)


venerdì 12 aprile 2013

Un figlio " Diverso"

    un figlio diverso

Mai un abbraccio
mai una punizione.
Erano i tuoi occhi
condanna e punizione.
Perché io: il tuo progetto perso
la non continuità
il tuo sogno negato!
Eppure fui creatura,
fui carne nuda nelle tue mani.
Oggi, carne vinta
che ogni notte muore per strada.
E tu morente
confessi il tuo peccato
ed io m'assolvo, padre
dal non averti amato.



                Gabriella