Visualizzazione post con etichetta diari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diari. Mostra tutti i post

venerdì 17 giugno 2016

Diversi: la musica che vien dal mare









Da un vecchio diario

Quella sera d'estate, appena percettibile, come una leggera brezza mi raggiunse mentre stavo sdraiato sul letto con la finestra aperta in cerca di frescura e guardavo la luna sorta da poco  da dietro i neri profili dei monti.

Giungeva da lontano, veniva dal mare.

Ed io mi alzai, volevo raggiungerla, attraversai la selva scura e i paesi della pianura e giunsi al mare.

Troppo tardi vi giunsi.

Sulla spiaggia un cumolo di braci accese, un fiasco impagliato vuoto e tutto intorno orme, tante orme nella sabbia, ero certo da li veniva la musica.

Poco distante vidi un vecchio che abbracciato alla sua tromba dormiva sulla sdraio di legno.

Quante cose avrei voluto chiedergli ma c'era qualcosa di intimo tra l'uomo e il suo strumento e io ero un intruso.
Molti anni dopo seppi chi era quel vecchio....il mio orecchio non mi aveva tradito quella era musica vera.
Avevo da percorrere una lunga strada per tornare a casa e vi giunsi che il sole era alto.

Quante botte presi quel giorno!

E più male mi facevano le parole, parole che mi convincevano una volta in più che ero diverso, un figlio cattivo e pazzo.


domenica 21 settembre 2014

diversi: un sogno che si avvera (parte 2)

Erano i sogni le salde corde che mi legavano alla vita. Se non avessi avuto la capacità di sognare, di credere o come talvolta penso il "dono di sentire" una specie di sesto senso forse sarei impazzito, non si passa immuni attraverso certe cose.
Poi un giorno l'ho visto! Il sogno che accarezzavo era li davanti a me. Sapevo, ero certo della sua esistenza come del fatto che se non l'avessi incontrato  non avrei mai voluto nulla, nessuno di diverso.
Mi bastò quella prima volta vederlo ed era come riconoscere qualcuno che già s'è osservato tante volte.
 Il suo aspetto, i suoi gesti, quel buttare indietro i capelli schiariti dal sole con una leggera mossa del capo, e gli occhi, quegli occhi che avevano i colori della mia terra che avevo da poco lasciato, non so come ma io già li conoscevo.
Mi bastò il vederlo e non solo la mia anima ne fu scossa ma lo fu anche il mio fisico, passai una notte insonne in preda alla febbre.
Ma poi ci incontrammo e la mia vita, quella vera ebbe inizio.


       da un vecchi diario


venerdì 19 settembre 2014

diversi: un sogno che si avvera( 1 parte)



Per sopravvivere ho dovuto nutrirmi di sogni,
Sentivo, sapevo da sempre che doveva esistere qualcosa di diverso, qualcosa, qualcuno che avrei incontrato e questo mi permetteva di entrare in un luogo tutto mio dove sentivo musica, una musica che accompagnava i miei sogni segreti.
I miei sogni si facevano certezza impaziente ogni volta che il dolore s'aggrappava ai miei passi, ogni volta che venivo picchiato ed umiliato.
Era la mia anima che non voleva morire e mi tendeva una mano.



                Da un diario trovato

mercoledì 17 settembre 2014

un vecchio diario

Questo è un vecchio diario da cui ultimamente ho preso qualche pagina pubblicandola ( diversi).

                                                                     


Ho posato sopra un fiore al fine di coprire la firma,
non desidero che si conosca il nome perché chi ha scritto queste pagine era conosciuto come persona dai modi rudi, troppe volte ferito nascondeva il suo sentire, il suo vero pensiero.

martedì 16 settembre 2014

diversi 9

  1. Gli altri giocavano ed io immobile sul muretto di pietra, silenzioso e solo più che mai, stavo a guardare. Guardavo gli altri bimbi che giocavano a nascondino, ero lento, ero grosso,ero timido, non sapevo correre, non volevo, non mi volevano far giocare.

Ma ecco la musica, riuscivo a sentirla, era la Giulia che affacciata alla finestra con il battipanni batteva le coltri, era l'abbaiar di un cane in fondo al paese e l'altro che dalla collina gli rispondeva, era il frinire delle cicale ed era una voce stonata di mamma che cantava una ninna nanna con tanto amore. Ed io non ero più solo.


   da un diario ritrovato

venerdì 27 dicembre 2013

5 ottobre ( diario A. )

Senza che Tu m'abbia cercato.
Senza che io t'abbia cercato un giorno ci troveremo lassù.
Se non per questo, per cos'altro, quando il buio della notte svapora, il freddo dell'alba mi risucchia lassù?
E cos'altro mi fa attraversare la selva dove ancora le foglie gocciolano l'umidità della notte ed io attraverso canali di pietra e tronchi divelti coperti dai muschi per raggiungere quelle rocce dove l'eco ripete il grido del falco-
Quelle rocce che si levano nude contro il celo ed ancor fredde della notte cominciano a sorbire il sole mentre sui colli che chiudono la valle e le nubi s'orlano d'oro e nell'aria si leva odor di resina e mirto.