Visualizzazione post con etichetta selva. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta selva. Mostra tutti i post

lunedì 16 marzo 2020

coronavirus quinto giorno (9 foto

Ecco che anche questa giornata di restrizioni a causa del coronavirus si sta concludenao...



Come vedete ogni tanto mi servono pure i vecchi attrezzi...

Questa mattina con il macinacaffé che in realta credo abbia macinato poco caffè ma tanto orzo e cicoria

di certo più vecchio di me, che ha servito un paio di generazioni
ho fatto il cous cous integrale ma di granturco





potevo forse non recarmi nell'orto?



devo semplicemente attraversare un tratto di selva su questo viottolo


privato dove non ci possono transitare altri a parte animali selvatici e svolazzanti uccelletti




guardate che bella quest'erica in piena fioritura

a proposito di queste piante che farebbero una bella figura anche in giardino
domani vi racconto una cosa




oggi non di vede una nuvola e fa piuttosto caldo





                             Sono bastati pochi giorni ed ecco che sono nati agli e cipolle



stò mettendo un po' di compost nei solchi per seminare qualche patata ed ecco
che la mia gallina mi segue passo dopo passo





Da qui guardo il mio paese un po' troppo silenzioso

non sento voci e mi giunge profumo di caffè forse qualcuno fa merenda




Quando il sole va dietro i monti prendo un finocchio, un poco d'insalata e vado verso casa


e questa è la mia cena...può bastare mica si vive di solo cibo


.................Però ora mentre scrivo mi sono presa un "confortino" di cioccolato

E dalla mia cucina toscana auguro a tutti una bella...lunga e....serena dormita

mercoledì 29 novembre 2017

camminare in Versilia: dopo la pioggia ( 8 foto


il momento più bello per camminare nei boschi è dopo la piogga

Quando la selva rivela tutti i suoi aromi segreti














                                           ed ecco che tra i rami, in lontananza vedo il mio rifugio








questo è anche il periodo in cui ci vuole attenzione per camminare su tappeti di foglie rese scivolose dalla pioggia notturna, foglie che possono nascondere buche e sassi smossi






e laggiù nel fondovalle

Seravezza


giovedì 4 maggio 2017

i mie racconti: dove i due azzurri si toccano


(seconda parte)


E finalmente arrivarono i dodici rintocchi, ci sedemmo sopra la grotta e si mangiarono pomodori e pane conditi con sale.

I miei si caricarono in spalla un sacco di castagne e iniziarono la discesa.....sarebbero andati al metato e poi si sarebbero fermati alla stalla per occuparsi delle mucche.

Dovevo rimanere li per raccoglier castagne ma sopratutto per non lasciare incustoditi gli altri due sacchi  che sarebbero tornati a riprendere nel pomeriggio quando anch'io sarei scesa col mio carico.

Li guardavo mentre si allontanavano, li vedevo aparire e sparire tra i castagni e poi non li vidi più.

Quando fui certa che non mi potevano più vedere ne chiamare perché ormai lontani iniziaia salire dritta per la selva, tralasciando i sentieri per far prima...

Ogni tanto mi fermavo un attimo ....avevo il batticuore ma non per la salita  non ero abituata a disobbedire e poi ascoltavo se c'erano in giro voci o calpestii di qualcun che s'era attardato nella selva....

Se mi avessero chiesto dove andavo non potevo rispondergli anche se sapevo bene cosa avevo in mente.

Più salivo e più mi piaceva....il sottobosco era quasi sparito.....solo piante di mirtillo e muschio, tanto muschio.

Poi sparirono i terrazzamenti ed il terreno era sempre più ripido e c'erano tante pietre

Guardavo in alto e non c'era piu un susseguirsi di tronchi avevo l'impressione d'essere quasi arrivata perché lassu in alto oltre ai tronchi di castagno vedevo molta luce......

martedì 2 maggio 2017

i miei racconti: dove i due azzurri si toccano


(inizio)

Solo i nostri passi risuonavano nelle strette vie del paese mentre la lanterna che teneva in mano mio padre proiettava le nostre ombre sui muri....mi sono sempre piaciute le lanterne....inutile chiederla....

Qualche finestra era debolmente illuminata, segno che altri erano alzati.

Arrivati fuori del paese, lungo la strada che passava dalle cave di marmo abbandonate, la lanterna fu spenta ci bastava quel debole chiar di luna.

Per arrivare alla selva, su in alto la strada era lunga e in salita, ci recavamo li per la raccolta delle castagne e mentre mio padre portava la lanterna e i sacchi, mia madre portava falci e grembiali, a me erano affidati i pomodori e il pane per il pranzo.

Quando arrivammo alla selva s'era fatto giorno, i miei si allacciarono i grembiali per metterci le castagne e ne legarono in vita pure uno a me, naturalmente fatto su mia misura.

Ogni tanto dal basso arrivava il suono della campanella che indicava le ore....aspettavo con ansia e già un senso di colpa i dodici rintocchi....




(il resto a domani buona notte)

lunedì 7 novembre 2016

camminare in versilia: si va nel bosco (11 foto

dopo due giorni di pioggia ....

una passeggiata nei boschi mi ci voleva proprio








funghi in giro ce ne son tanti....

meno che porcini, per quelli è un po' tardi



















                     Tò ci sono dei "dentini"....
                     Ne prendo qualcuno e assieme a i porcini secchi ci faccio un sughetto per le tagliatelle

ne prendo pochi perchè ho solo le tasche....quando vado in giro dovrei sempre portare con me un sacchetto di tela.....








nell'ombra della selva c'è ancora qualche mora acerba





Ecco qui in giro ci sono numerose castagne....
non so dove metterle....ci devo ritornare presto perché tra qualche giorno saranno tutte sotto le foglie....se non piove ci torno domani dopo che sono stata a raccoglier olive....si vedrà









mercoledì 8 giugno 2016

vorrei....




Vorrei ancora a lungo calpestare la nuda terra. 
Camminare non sull'asfalto ma nella selva e sentirne ogni aroma segreto,
camminare all'ombra deggli alberi e udire i canti di voli nascosti

venerdì 27 dicembre 2013

5 ottobre ( diario A. )

Senza che Tu m'abbia cercato.
Senza che io t'abbia cercato un giorno ci troveremo lassù.
Se non per questo, per cos'altro, quando il buio della notte svapora, il freddo dell'alba mi risucchia lassù?
E cos'altro mi fa attraversare la selva dove ancora le foglie gocciolano l'umidità della notte ed io attraverso canali di pietra e tronchi divelti coperti dai muschi per raggiungere quelle rocce dove l'eco ripete il grido del falco-
Quelle rocce che si levano nude contro il celo ed ancor fredde della notte cominciano a sorbire il sole mentre sui colli che chiudono la valle e le nubi s'orlano d'oro e nell'aria si leva odor di resina e mirto.

martedì 29 ottobre 2013

i miei racconti: lassù era la casa


Lassù era la casa , non quella costruita in pietra dove ci si ripara, dove si vive, era la casa dello spirito.

 Non me ne accorsi all'inizio.
 Quando un richiamo a cui non potevo rifiutarmi sembrava risucchiarmi lassù , indipendentemente dalla mia volontà e dal tempo, lassù nel cuore della selva.

 Non dove la vista spazia verso valle, fino al mare, ma lì nel suo cuore, dove la pietra è coperta dai muschi e il sole vi giunge a sprazzi.

 Una mattina, di fine inverno, arrivando lassù trovai un leggero nevischio caduto nella notte, era poca neve, un po' più d'una brina. le foglie sparse sul terreno ed arricciate al vento ne contenevano traccia al loro interno simili a cucchiai.

 C'era il sole e l'aria era tiepida, stavo con la schiena appoggiata ad un tronco di castagno quando sentii battere il cuore. Non lo sentii come quando si ha il batticuore per una fatica oppure come quando si appoggia una mano sul petto.

 Lo sentii e forse questa non è la parola giusta, ma con le mani abbandonate in grembo potevo contarne i battiti e per la prima volta, dopo molto tempo, non desiderai che si fermasse.

Quando tutto il pianto, quando tutto il dolore sorgevano dentro di me e non c'era spazio per nient' altro, per nessun pensiero, io salivo lassù come altri vanno in chiesa.

 E mentre la fatica s'aggrappava ai miei passi sentivo come una nuova linfa entrarmi dentro.








venerdì 11 ottobre 2013

andar per boschi

Oggi mi sono presa una mezza feria e con la scusa di cercare funghi mi sono aggirata per la selva più di quattro ore, sono tornata da casa da poco tempo, son stanca e puzzo di selvatico ma ne è valsa la pena. Calpestare il terreno della selva quando è umido in autunno è una bella sensazione. Non ho incontrato  anima vivente anche perché questi boschi sono frequentati solo quando c'è la nascita dei funghi mentre per il momento  nascono pochissimi porcini e quasi tutti prendono soltanto quelli. Ma di altre tipi sia commestibili che non ce ne sono tanti, di tutti i colori dal verde al rosso, gialli ed arancioni e bianchi alcuni piccolini altri grossi come una scodella .


Ora vado a fare la cena e come primo:"  tagliarini con i fagioli ", un piatto della nostra tradizione di cui andrò presto a scrivere la ricetta.