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venerdì 4 marzo 2022

Alle donne ucraine e russe




Questa sera il mio pensiero va a tutte le donne che soffrono sia ucraine che russe....

Nessuna guerra è giusta e ancor meno lo è per una donna che perde i figli e le persone che ama 

domenica 21 novembre 2021

domenica 24 maggio 2020

La colpa di Adamo


A volte quando sono mezza addormentata mi vengon strani pensieri....

Pensando alla storia di Adamo ed Eva c'è qualcosa che non mi convince....

Visto come si comportano gli uomini credo che la colpa sia stata di Adamo e che il demonio non c'entri nulla.

Mi par di vedere Adamo sdraiato al fresco e dice....come fanno gran parte dei maschi che ancora non han perso il vizio...

"Visto che sei in piedi mi pigli quella mela?"

Ma con tutte le mele...proprio quella?....Ha detto che quelle di quest'albero non si può!"

" Ma dai piglila te, tanto sei gia' in piedi  non capisci che quelle sono le più buone ...è per quello che non vuole...."

Così Eva appena raccolta la mela, per evitare discussioni, si scatena l'ira di Dio...ed ecco che comincian tutte le "colpe" delle donne....

Ma se Eva gli avesse detto:

"E che sei monco?....Piglila da solo"

....Quante cose sarebbero state diverse!!!

Poi se chi stà lassu' conosce ogni cosa... non sapeva che creando l'uomo quello avrebbe fatto sempre tanti casini?....Hai voglia di manda' diluvi, peste e cavallette....un cambia mai in meglio, è l'unico "animale" che distrugge il proprio ambiente.

Perché aggiungerlo nel paradiso terrestre dove tutto filava bene e in armonia?....

è si uno sbaglio mi sa che c'è stato....

sabato 7 marzo 2020

Sono i Capitani


Questa giornata é dedicata alle donne....allora noi tutte insegnamo ai giovani che...

 i veri eroi non sono quelli che salgono sui palchi in cerca di notorietà. 

Non sono quelli che vi influenzano mostrandovi oggetti firmati.

I veri eroi sono uomini e donne e tanti sono pure volontari che non ricevono un centesimo.

Persone sconosciute ma che ogni volta corrono in soccorso di chiunque ha bisogno.

Sono i CAPITANI che non abbandonano la nave quando c'è tempesta  e fanno di tutto per salvarci.

Quando vedete queste persone ditegli:

"Grazie per quello che fate" O "Buon giorno" 

Oppure regalategli un sorriso

venerdì 22 novembre 2019

i miei racconti: il respiro della terra









Ho imparato la storia dai vecchi cavatori dalla pelle arsa dal freddo e dal sole...l'ho imparata dalle sagge donne analfabete.

Ho imparato la mia religione dal respiro della terra....

Ai piedi di cattedrali di marmo, superiori ad ogni sogno umano, dove s'incrociano canti e voli tra le fronde che piovono gocce di sole sui muschi dissetati.

Non ho mai dimenticato un profumo, una pietra, un nascosto sentiero della mia terra....ma molto ho dimenticato dei libri di scuola


giovedì 21 febbraio 2019

le donne dei cavatori



Anche se avevano litigato di brutto e la notte s'erano coricati voltandosi le spalle...
la moglie di un cavatore non lasciava che il proprio uomo varcasse la soglia dell'uscio senza
salutarlo, sapeva il rischio che correva lavorando in cava "sotto il pericolo ".
Non c'erano baci o abbracci ma il saluto era quello di ogni giorno, sempre uguale:
"Fa' ammo' " ("Fai attenzione")
E l'immancabile risposta era sempre la stessa:
"Un ti preoccupa' "   (" non preoccuparti")
Poi capitava che un suono di "bucina" prolungato creasse in paese il panico come una scossa di terremoto che faceva uscire tutti di casa e arrivare in paese chi era nei campi...

Solo una parola si udiva: "Chi è?".

Qualcuno...marito o figlio non sarebbe tornato

giovedì 8 marzo 2018

ne avanti ne indietro




Noi non vogliamo esser ne regine ne principesse...ma solo donne che camminano ne un passo avanti ne un passo indietro  ma fianco a fianco dei propri uomini

oggi...solo donne


quando le donne cantavano

andando al lavoro verso Viareggio


oggi...solo donne

piccole donne paese di Fabbiano

1952


oggi....solo donne

donne che sapevano lavorare...cantare ...e ballare....

e quando i loro uomini andarono in guerra seppero lottare per sopravvivere


oggi.... solo donne


apprendiste sarte 27 agosto  1933


Quando le ragazze imparavano a cucire

martedì 7 marzo 2017

noi donne....




Penso che ad educare i figli maschi piccoli sono le donne ......Le madri

e allora insegnamoli fin da piccoli che le femmine non si picchiano


venerdì 25 novembre 2016

ne principesse ne regine....





Noi non siamo ne principesse ne regine....

Siamo donne che vogliono camminare con l'uomo....

Ne un passo avanti, ne un passo indietro ma fianco a fianco ogni giorno

mercoledì 5 marzo 2014

imiei racconti: un uomo una donna un amicizia

Quel cane che abbaiava a qualunque movimento o rumore, fu il primo ad accennarne la presenza e stranamente lo fece scodinzolando.
Forse in lui riconobbe un qualcosa che già gli era noto in lei, un modo di essere che sta al di la delle parole.
 Fu così che lei se lo trovò vicino, c'erano stati altre volte tra di loro degli sguardi, qualcosa di indefinito, come talvolta capita tra sconosciuti.
Non l'aspettava, però sapeva che un giorno sarebbe arrivato a lei e per questo non fu sorpresa nel vederlo.
Le chiese un bacio ma poteva chieder l'ora, il nome di un fiore o qualunque altra cosa, la situazione era strana eppure era sicura che lui non avrebbe fatto un passo in più a meno che lei non l'avesse desiderato.
Non si sentiva minacciata così come lui era certo di non aver baci e non insisté oltre; non aveva importanza. Per un po' di tempo le parole furono banali, parole tra sconosciuti ma poi  lei vide nei suoi occhi una solitudine che le era sconosciuta ed egli percepì in lei un vuoto, una mancanza che  ella forzatamente cercava di respingere, d'ignorare perché così rimaneva piccola, quasi priva di significato ma se le avesse permesso di salire fino alla mente ,un po' per giorno sarebbe divenuta grande, così grande ; capace di divorare la sua esistenza.
Lei che si celava ad un tratto fu nuda, nuda nell'anima e vulnerabile; ebbe paura.
E lui fu nudo nel bimbo che  teneva ben nascosto dentro di sé perché da troppo tempo doveva mostrarsi " Uomo ".
All'inizio fu come guardare il mare, vederne in superfice il brillio e le onde, ma la verità sta nel profondo e teme di svelarsi perché la vita degli oceani muore nel momento che si rivela al sole.
Si può solo permettere a qualcuno d'entrarvi ma non è facile, è come mostrare tutta la dolorosa fragilità d'un nervo scoperto.
Ma dagli oceani non uscirono mostri ma squame d'arcobaleno.
Divenne una cosa rara, un amicizia priva di menzogna , perché sarebbe stato come mentire a se stessi.
Qualcuno non riuscì a comprendere.......
Non era l'accarezzarsi di due corpi, era l'intimo accarezzarsi di due anime.

venerdì 3 gennaio 2014

i miei racconti: Meglio un gobbo

Quando ero piccola si giocava sempre all'aria aperta, tempo permettendo. I pomeriggi d'estate si cercavano luoghi ombrosi che nelle stradine del paese non mancavano, si mettevano le poche cose per giocare sopra i muretti in pietra e li si tritava erba e foglie e quando per strada si trovava qualche nocciolo di pesco con una pietra si spaccava e si mangiava la mandorla amara che esso conteneva.
C'era una piazzetta ombrosa, la cui padrona camminava con molta fatica e stava pomeriggi interi seduta davanti alla sua porta , e le donne che andavano a lavare i panni alle pozze si fermavano un poco per farle compagnia e per sparlare dei paesani.
Spesso noi giocavamo sul muretto che divide la sua piazza dalla strada e ascoltavamo i discorsi che facevano le donne. Un giorno passò nella strada uomo con un sacco vuoto e una falce; andava a fare erba per i conigli.
Vedendolo passare una donna tutta vestita di  nero disse: " Però Pasquà' anco s'è vecchio è sempre un bell'omo"
Ed un altra, seduta sul muretto dove noi si giocava le rispose: " Meglio un giovanotto gobbo che un bel vecchio. "
E noi bimbe parlando piano si diceva: " a me un mi garba né un vecchio né un gobbo.
Poi con gli anni abbiamo capito il senso di quello che dicevano.

sabato 28 settembre 2013

i miei racconti: la colpa è del vento



Ninna nanna ,dormi dormi non aver paura non è la mamma è stato il vento a tirar giù la canna, dormi o bimbo che il babbo è nel letto e vuol dormir.......

Tante volte da piccola ho sentito cantare in paese questa strana ninna nanna , poi un giorno mi hanno detto la sua origine.

C'era  una giovane mamma che aveva pochi lavori da fare e tempo per annoiarsi anche perché il marito lavorava nelle cave di marmo lontane e tornava a  casa solo il sabato sera.
 Di fronte alla sua casa abitava un giovane di belle parole e poca voglia di lavorare .
 La donna con malizia si sedeva davanti alla finestra ad allattare il suo bimbo e il ragazzo era sempre a guardarla , poi avevano cominciato a chiacchierare dalle due finestre vicine ed a frequentarsi.
 Quando il marito non c'era lei toglieva dalla finestra la canna che serviva per stendere i panni e quello era il segnale che lui poteva raggiungerla in casa sua.
 Ma un giorno su in montagna dove il marito lavorava aveva nevicato e lui a sera era giunto a casa ,proprio nel momento che la moglie aveva tolto la canna come segnale per il suo amante il quale
 già aveva aperto la porta per uscire di casa.
 Allora la mamma prese dal letto il bimbo che a dire la verità stava già dormendo e davanti alla finestra perché il ragazzo comprendesse la situazione improvvisò questa ninna nanna.



e poi ho scoperto che c'è pure chi la canta ascoltatela è bellina
https://www.youtube.com/watch?v=IN7aIMHsMPM

lunedì 15 aprile 2013

QUANDO LE DONNE FANNO L'AMORE

Cosa pensano le donne
mentre fanno l'amore?
Ai figli, ai panni ,
che son, di la, da lavare.
A quando l'amore era
un frutto acerbo
dal nocciolo amaro
ed arrancava per sentieri di sole.
A uno sguardo
colto per strada
e al desiderio immediato.
Poi guardan se stesse
e pensan "peccato"!