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sabato 28 dicembre 2019

i miei racconti: stava quel vecchio sull'uscio...


Stava quel vecchio seduto sull'uscio di casa, nella mano poco pulita, teneva un pezzo di pane.

Mi sedetti su di uno scalino , più in basso di lui (per rispetto) e gli chiesi:

"Nonno ma per te cos'è la poesia?"

Allungò il braccio nella cui mano teneva il pane e m'indicò una vecchia che stava nell'orto china tra i cavoli e mi disse:

" vedi quella donna laggiù....è sempre stata la mia vera poesia"

Anch'io volevo trovare la Poesia....Quella dei libri non mi bastava...non era mia.

Un giorno, dopo la pioggia entrai in un bosco trafitto di luce....infinite gocce pendevano dai rami illuminate dal sole....era una magia...di luce e profumi.

Quel luogo divenne la mia poesia.

Ora so che la poesia è un'emozione, un qualcosa che porti in te e quando la fatica dei giorni fa pesanti
i tuoi passi, basta un suono, un profumo,
 ed ecco che il tuo spirito vi attinge e si disseta facendola

rivivere non una ma cento e più volte.

martedì 23 gennaio 2018

cos'è la poesia...




"Dimmi...professore cos'è la poesia?"..

Ebbi in risposta tante parole che non compresi....

non mi piaceva la poesia  che hanno scritto seduti alla scrivania...riempiendo pagine per poi cancellare lasciando solo poche righe  giusto quelle che servono a toccare le più sensibili corde di chi le leggerà...

Chiesi ad uno studente:
"Sai dirmi cos'è la poesia?"

M'indicò una ragazza che sedeva sopra un muretto con le amiche....

"Quella ragazza con la gonna gialla è  poesia"

La guardai e vidi solo una ragazza come tante altre...giovane, carina ma normale.

Vidi una signora con il cane al guinzaglio....

" per te cos'è la poesia?"....Le chiesi...

E lei m'indicò qualcosa in fondo alla piazza..

"Per me è poesia entrare in quella gioielleria laggiù "

Alla stazione c'era un uomo con una valigia e lui mi rispose che amava la poesia...la trovava in ogni nuovo paese che che visitava.

C'era un vecchio seduto sulla soglia dell'uscio di casa , sbocconcellava un pezzo di pane....

" Dimmi nonno tu sai cos'è la poesia?"

 " le poesie...si.... mi ricordo  qualcosa...non mi garbavanono parlavano di cose tristi "

Forse...pensai...ognuno deve trovare la sua poesia....io non saprò mai cos'è !


Poi un giorno cessato il temporale uscì improvvisamente il sole ed io me ne andai in giro senza meta...
mi trovai in un bosco dove da ogni arbusto, ogni ramo e da ogni filo d'eba pendevano gocce di pioggia che il sole rendeva simili a diamanti.....

Ecco li trovai la mia poesia!!!


lunedì 15 aprile 2013

QUANDO LE DONNE FANNO L'AMORE

Cosa pensano le donne
mentre fanno l'amore?
Ai figli, ai panni ,
che son, di la, da lavare.
A quando l'amore era
un frutto acerbo
dal nocciolo amaro
ed arrancava per sentieri di sole.
A uno sguardo
colto per strada
e al desiderio immediato.
Poi guardan se stesse
e pensan "peccato"!


giovedì 21 marzo 2013

una di poesia di kahlil G.

Ho posato l'orecchio
sopra il cuore
della terra.
Parlava d'amore,
del suo amore
per la pioggia.
Ho posato l'orecchio
sul liquido cuore
dell'acqua.
Il mio amore,
l'amor mio è
 la sorgente cantava
l'acqua.

K Gibran



martedì 12 marzo 2013

APPUNTI SULLA NATURA 1905

La natura non ha mai tradito
il cuore che l'ha amata, e questo è il suo privilegio,
di condurci lungo tutta la nostra vita
di gioia in gioia; perché essa può talmente informare
lo spirito che è in noi; così imprimervi
serenità e bellezza; così alimentarlo di nobili
pensieri, che ne le malelingue
degli avventati giuramenti,né i sarcasmi degli egoisti,
né i saluti fatti senza amore, né tutto lo squallore
che incontriamo nella vita di ogni giorno,
tutto questo non potrà mai prevalere su di noi,
né mai turbare la nostra serena fiducia, perché
tutto ciò che vediamo è pieno di gioia.


Edit Holden

lunedì 25 febbraio 2013

i miei racconti: Una tardiva lettera ( primo post)

                                                               

Una tardiva lettera
          
Erano le mani del padre , mai alzate su di me per una carezza, mai alzate su di me per punirmi. Mani torte, larghe come attrezzi da lavoro, di cavatore e contadino con un pollice che mancava per metà e due vecchie cicatrici confuse tra le rughe.

Ora che non ci sei e la mia età si fa vicina alla tua comincio a capire.
 Non sopportavo la tua indifferenza.

Ora comincio a capire che la tua era accettazione , era resa là dove non si può lottare contro la morte che ci porta via un figlio o la grandine che distrugge il lavoro di una stagione.

Ricordo di una volta che, con un rastrello in mano , stavo guardando una vipera mentre tu non visto da me mi stavi osservando e mi hai detto: ”Non ammazzarla perché se l’hanno messa al mondo si vede che a qualcosa serve”.
Non avevi studiato il rispetto per la natura ma lei faceva parte di te da sempre.
         

                                   Poteva esser un antico canto.
                                   Poteva esser cielo o pietra
                                   Tempo che non muore.
                                          
                                   Ma è solo un torto tralcio
                                   Predato de’ suoi frutti
                                  Che s’orla d’un silenzioso pianto
                                   Mentre dalle stoppie arse
                                   Sale l’ultimo filo d’incenso
                                   A benedire il giorno che muore
                                   Al limitar del campo.