Visualizzazione post con etichetta metati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta metati. Mostra tutti i post

sabato 30 novembre 2019

le mie ricette: tortelli un po' insoliti


Visto che ieri ho macinato le mie castagne e ho della farina che quest'anno è molto buona in qualche modo dovrò consumarla...ed ecco una mia ricetta....

tortelli insoliti


Per la pasta ho usato 200 g. farina di castagne,
300 g, farina di grano
3 uova ed un poco d'acqua.

Nel ripieno ho messo:

patate bollite e passate,
uguale peso di formaggio pecorino, metà fresco e metà stagionato,
un poco di maggiorana e di noce moscata,
2 tuorli,
un poco di sale e piacendo un poco di pepe.

E per condirli userò una salsa a base di formaggio.

Lo sapete che per ottenere della buona farina oltre a scegliere castagne belle e sane dopo averle seccate...bisogna pure macinarle a pietra nei mulini ad acqua....per macinarne 20 kg. circa un'ora e trenta. Oltre un mese per seccarle nei metati



sabato 15 novembre 2014

il metato


Questo è un vecchio metato che veniva usato da più generazioni fino alla metà degli anni sessanta.
è un metato piuttosto grosso in cui venivano essiccati circa novanta sacchi di castagne fresche.


                                                                       
 

I metati erano costruzioni a due piani, nel piano inferiore, di solito in terra battuta veniva acceso un fuoco per circa quaranta giorni. Vi si bruciavano grossi pezzi di legna (ciocchi) di castagno ricoperti con la buccia delle castagne secche dell'anno prima (la pula) che aveva lo scopo di soffocare parzialmente il fuoco e provocare parecchio fumo.

Tra un piano e l'altro c'erano due o tre travi su cui poggiavano tanti bastoni di legno di castagno ben dritti e vicini l'uno a l'altro (cannicci). Erano messi vicini quanto bastava a far passare il fumo ma non far cadere le castagne che vi stavano sopra.

Al piano superiore del metato, sul retro c'è una finestrella attraverso la quale venivano versate e poi stese le castagne sopra i cannicci.

Durante il periodo dell'affumicatura, ogni tanto le castagne venivano smosse con un rastrello e quando l'essiccazione era a buon punto con fieno o felci secche venivano chiuse le piccole finestrelle (Le buchette).

Quando le castagne erano pronte per farne farina, veniva ben pulito il pavimento e veniva allargato qualche "canniccio" attraverso quelle aperture cadevano tutte le castagne secche.

lunedì 20 gennaio 2014

una tradizione che non c'è più

c'era un tempo quando per riscaldarsi le persone si riunivano nei metati, che erano piccole stanze dove venivano affumicate le castagne   .Il fuoco veniva acceso al centro della stanza e la legna veniva ricoperta con "la pula", al fine di fare fumo ed  un calore non eccessivo. Era un fuoco che non doveva spengersi e rimaneva acceso per circa 40 giorni. Per poter stare nei metati bisognava stare seduti perché all'altezza di un metro in su fino al piano superiore dove sopra i " cannicci " stavano le castagne il fumo formava una densa coltre.
C'erano nei paesi e nelle vicinanze diversi metati e in quelli dove la sera si riunivano più che altro uomini, magari portando a turno un po' di vinello leggero, c'era sempre un personaggio capace di raccontar storie, dai vecchi che ho conosciuto ho sentito parlare di Ottavio, mi dicevano che mai avevano sentito qualcuno capace di raccontare storie come sapeva fare lui.
Peccato che dopo tanti anni nessuno le ricordava più e così sono andate perdute.

metato = essiccatoi  per castagne

Pula = la buccia delle castagne seccate l'anno prima