lunedì 15 aprile 2013

QUANDO LE DONNE FANNO L'AMORE

Cosa pensano le donne
mentre fanno l'amore?
Ai figli, ai panni ,
che son, di la, da lavare.
A quando l'amore era
un frutto acerbo
dal nocciolo amaro
ed arrancava per sentieri di sole.
A uno sguardo
colto per strada
e al desiderio immediato.
Poi guardan se stesse
e pensan "peccato"!


SABATO MATTINA

Nonostante le previsioni, la mattina presto pioveva ma appena cessato di piovere sono andata nelle cave di marmo abbandonate in cerca d'asparagi selvatici per farne due frittate.
Ho passato il pomeriggio a fare torte salate ed una dolce.
Di queste torte nei prossimi giorni scriverò le ricette.







venerdì 12 aprile 2013

Un figlio " Diverso"

    un figlio diverso

Mai un abbraccio
mai una punizione.
Erano i tuoi occhi
condanna e punizione.
Perché io: il tuo progetto perso
la non continuità
il tuo sogno negato!
Eppure fui creatura,
fui carne nuda nelle tue mani.
Oggi, carne vinta
che ogni notte muore per strada.
E tu morente
confessi il tuo peccato
ed io m'assolvo, padre
dal non averti amato.



                Gabriella

mercoledì 10 aprile 2013

mie ricette: Frittata con lo "striscio"

Ingredienti:"striscio" 2 uova, un cucchiaio di farina, un cucchiaio di formaggio grattugiato, circa tre cucchiai di latte, pepe e sale.
Si fa stufare leggermente in una padella l'erbetta con un poco d'olio ed un due o tre cucchiai d'acqua, si battono un po' le uova ma non troppo poi vi si aggiungono gli altri ingredienti, una mischiata e si versa il tutto sopra lo"striscio", quando la frittata è cotta da una parte si gira con l'aiuto d'un piatto e con pochi minuti è pronta.











Finalmente un giorno di sole

è si ci voleva proprio un po' di sole, sono giorni e giorni che piove, non so più da quanto tempo non si veda una giornata serena. Temo però che domani, se non già, questa notte inizi a piovere nuovamente, vedo attraverso i vetri della finestra, che il celo si sta  già rannuvolando.
Non ho mai visto piovere tanti giorni di seguito. Quest'anno non sono ancora riuscita a fare le prime semine nell'orto, la terra sembra fango
Comunque grazie alla giornata di sole ne ho  approfittato per andare in cerca di erbe selvatiche. Ho  trovato anche un po' di "striscio" con cui ho già fatto una frittata per cena. Anche le erbe come pure i funghi nei paesi hanno nomi diversi, spesso legati al loro aspetto. Lo striscio è un'erba dal gusto delicato e si può usare anche per farne un risotto come si fa con gli asparagi.



lunedì 8 aprile 2013

i miei racconti: Era solo un pettirosso




Era solo un pettirosso



C'era un vecchio, dal corpo chino e dal volto scavato dai solchi del tempo e del sole che vangava il suo campo.
Sembrava quella vanga ogni anno farsi più pesante e quella terra argillosa divenire più dura.

Aveva, in quei freddi giorni di febbraio, un piccolo compagno; era un pettirosso che saltellava vicino a lui sul filare di viti ancora da potare.
 Era un ciuffetto di piume così piccolo che per quanto saltellasse su quei tralci aggrovigliati sotto il suo peso non si piegavano.
Il vecchio ogni tanto cantarellava il ritornello d'una vecchia canzone ; era l'unico motivo che da sempre gli sentivo cantare.
 Ogni tanto rivolgeva due parole a quell'uccelletto dall'aria impaziente. Quando l'uomo era stanco si sedeva sul margine del campo, dove il terreno era rialzato e si avvolgeva un po' di tabacco in una cartina, così mentre lui fumava, il pettirosso scendeva dal filare e si aggirava tra le zolle appena smosse in cerca di lombrichi.

Quando il vecchio riprendeva a vangare il pettirosso volava sui tralci e lo seguiva da vicino senza paura.
Poi un mattino, quando camminava sul sentiero tra i castagni, sentì uno sparo che proveniva dal suo campo.
Quando arrivò vide nel terreno, che i giorni prima aveva arato, un cacciatore che raccoglieva da terra un uccelletto.
Senza affrettare il passo quel vecchio s'avvicinò e guardandolo, con voce calma e triste gli disse:
"Hai fatto un bel lavoro, ora dimmi, cosa ci fai?"

Il cacciatore, che sovrastava quell'ometto di due palmi reggeva nella mano aperta il pettirosso, quel batuffolo tiepido e senza peso col capo che ciondolava dalla mano s'era fatto pesante come un'accusa.

 Avrebbe preferito, quel cacciatore che il vecchio si fosse messo ad urlargli contro per averlo trovato nel suo campo, allora se ne sarebbe andato imprecando, avrebbe voluto buttar via quell'uccelletto eppure la sua mancanza di risposte e la tristezza di quel vecchio sembravano trattenerlo lì!

Quell'ometto tese la mano e gli disse:
" dallo a me".
Solo allora, senza dire una parola, il cacciatore se ne andò.

Mio padre, che nei suoi ottant'anni aveva visto ben altre tragedie, con la punta della vanga sollevò una zolletta di terra ai piedi del ciliegio selvatico, prese l'uccelletto che aveva posato in terra, gli passò diverse volte un dito sul petto e lo seppellì.

 Mettendosi di nuovo a fumare disse:" Era solo un pettirosso!".

Eppure le mattine dopo, mentre terminava di vangare il suo campo non sentii più mio padre cantare. 

venerdì 5 aprile 2013

i miei racconti: Un po’ più d’una strada, un po’ meno d’un paese




Un uscio si schiude, ne sporge una mano che sorregge una catinella e ne riversa in strada il contenuto d’acqua saponata che viene subito assorbita dalla terra arsa lasciandovi una macchia scura.

Una finestra s’apre al piano di sopra, una donna si sporge e con una forchetta raschia i pochi avanzi della cena buttandoli giù nella strada. Subito accorrono tre o quattro galline mentre il gallo con voce chiocciante le invita a mangiare. Anche un gatto s’avvicina ma il gallo gli si para davanti con fare minaccioso. Il gatto per un momento rimane lì incerto e poi s’allontana per cercar prede tra i muri di pietra della vigna che ha inizio là dove la strada termina.

Il gallo impettito sale sul muretto che costeggia la strada e si mette a cantare .

Marta si sveglia e guarda nello specchio dell’ armadio il profilo del suo corpo disteso nel letto,
scoperto fino ai fianchi.
 Con un piede spinge le coperte in fondo al letto e osserva soddisfatta l’intero profilo del suo corpo nudo. Poi le torna in mente che negli ultimi giorni, avvicinandosi allo specchio ha cominciato a notare sul viso la comparsa di piccoli segni che tra qualche anno si trasformeranno in fonde rughe.

Marta non conosce uomini giovani e il tempo passa. Tra poco sua madre dalla cucina la chiamerà per andare a lavorare nei campi e Marta indispettita si tira le coperte fino al collo.

Sulla strada sferragliano le ruote cerchiate del carretto che Arma,’ vecchio e curvo ,si tira dietro; va a prendere il letame nella stalla in fondo alla strada. 

Anche il passaggio giornaliero di quel carretto lascia ai lati della strada dei solchi che negli anni si fan sempre più fondi.

Mentre Marta sta per godersi gli ultimi momenti di sonno si gira su di un fianco e pensa che presto se ne andrà in un grande paese dove ci son tante strade, dove ci son tanti uomini.