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venerdì 29 marzo 2024
sabato 8 aprile 2023
venerdì 7 aprile 2023
torte di Pasqua
Anche per questo anno le torte pasquali son fatte,
la dolce e la putta
La colomba non la faccio vedere ....sembra un tacchino
sabato 1 aprile 2023
sabato 3 aprile 2021
dalla mia cucina toscana: uova di Pasqua
Uova di Pasqua colorate naturalmente
Per quelle marroni bucce di cipolla rossa, per le gialle curcuma e per le azzurre
foglie di cavolo rosso.
Tutte le uova vanno messe a fuoco ricoperte di acqua con l'aggiunta di 2 cucchiai d'aceto assieme a quanto scritto sopra per ottenere i vari colori
Dopo averle fatte bollire 7- 8 minuti si lasciano freddare immerse nel liquido di cottura.
A mio parere le migliori da colorare sono le uova bianche
giovedì 9 aprile 2020
Giorno 29 di coronavirus
Il tempo nonostante tutto passa....
Sono 29 giorni che a causa del coronavirus il mio tragitto è sempre lo stesso...
C'è sempre qualcosa di nuovo
nell'orto
Come questi fiori spontanei
Se queste piante di susini andranno a frutto ce ne sarà per tutto il paese.
Sono una vecchia varietà che non si pota...non ha bisogno di trattamenti
e si propagano spontanee....in più sono molto buone
tant'è vero che ci sono persone a cui le susine non piacciono ad eccezione di queste
Questa mattina quand'è arrivato il sole
questi susini si sono riempiti di api indaffarate
erano talmente tante che dal rumore sembrava si fosse posato uno sciame
E nel pomeriggio...per rispettare la tradizione
torte di Pasqua...2 da mangiare e 2 da regalare
Perché il giorno dopo era il venerdì, giorno di "vigilia nera"...non si potevano assaggiare perché era proibito mangiare uova e formaggio....
Poichè diverse famiglie usavano gli stessi forni a legna, chi doveva farle il venerdì santo le assaggiava per sentire se era giusto l'impasto e poi non lo ingoiava ma lo sputava
domenica 27 ottobre 2019
i miei racconti: anche i gatti muoiono per amore
Anche i gatti muoiono per amore
Ogni angolo era pulito, era stato lavato ogni bicchiere, ogni piatto, anche quelli che si usavano raramente, anche i pavimenti, non c'era un grano di polvere nemmeno sopra l'armadio.
Il marito dell'Elisa era appena arrivato dalla cava e già brontolava...aveva fame ma doveva aspettare...
Doveva aspettare che il prete avesse benedetto la casa come faceva ogni anno prima della Pasqua, perché piatti sporchi ne posate non ci dovevano stare.
Anche la moglie che era sempre indaffarata, stava seduta fuori vicino alla porta aperta.
Arrivò il prete assieme a due ragazzetti, contenti di non esser andati a scuola, uno portava un cesto mezzo pieno di uova e l'altro teneva una busta per i soldi, quella per le offerte durante le messe.
Il prete salì la scala per benedire la camera, marito e moglie entrarono in cucina, un ragazzo prese le uova che stavano sul tavolo posandole con attenzione una alla volta nel cesto assieme alle altre, l'altro mise nella busta le poche monete posate in un piattino sopra il tavolo coperto da una tovaglia immacolata.
Scese il parroco dal piano di sopra, disse una preghiera assieme ai presenti e diede una benedizione.
Poi disse alla donna di aver benedetto pure i due gattini sul letto....
L'Elisa arrossì e penso al suo letto con la bianca coperta di pizzo usata solo quando arrivava il medico o il prete....e poi i gatti che in camera non dovevano andare mai...
Il parroco chiese se gli potevano dare un gattino perché il suo ormai vecchio, era morto.
Visto che di gatti ne avevano cinque e sapendo che uno sarebbe andato a star bene acconsentirono volentieri e il giorno dopo glielo portarono.
Dopo un paio di giorni la sorella del prete andò a chiedergli se per caso il gatto dato al fratello fosse tornato in paese, a casa...da due giorni lo cercavano ma non lo trovavano.
Il gatto rimasto s'era intristito, non faceva più le fusa sembrava uno straccetto l'Elisa che non permetteva ai gatti di passare la notte in casa non ebbe il coraggio di mandarlo fuori, lei che poteva dargli solo qualche avanzo e poi si arrangiavano da soli, rendendosi utili, cacciando i topi, provava a dargli i cibi più golosi ma il gattino smise di mangiare e faceva una gran pena...fin che un giorno rifiutando ogni cibo se ne andò per sempre.
Sono convinta che morì, morì per l'amore e la perdita di quel fratello, compagno di giochi.
domenica 21 aprile 2019
sabato 31 marzo 2018
mercoledì 28 marzo 2018
Le mie ricette: schiacciata di Pasqua dela Novella
E che dire....è buona , profumata e sa di tradizione.
L'ebbi da una signora che al tempo era ottantenne e la cuoceva nel forno del paese...
Mi raccontò che una volta per i bimbi prendevano un po' d'impasto e ne facevano una più piccola....i bimbi andavano in chiesa infilando un braccino nel buco della loro schiacciata nel cui impasto veniva inserito pure un uovo intero, naturalmente un uovo di gallina......Quelli di cioccolato non c'erano.
La schiacciata di Pasqua della Novella
( Novella era l'anziana che mi dette la ricetta )
Forse ,come a me la prima volta, vi sembrerà un po' strano usare due tipi di lievito
Ingredienti:
700 g. farina,
350 g. zucchero,
170 g. burro,
4 uova,
100 g. uvetta,
50 g. pinoli,
1 arancia e un limone,
1 cucchiaino raso semi di anice,
1 bicchiere di latte,
15 g. lievito di birra,
i bustina lievito per dolci,
3 cucchiai di rum,
Impasto n.1
Versare 200 g. di farina in una ciotola, aggiungere un cucchiaino di zucchero e impastare con mezzo bicchiere di latte tiepido in cui avete sciolto il lievito di birra.
Coprire con pellicola e far lievitare bene.
impasto n.2
Sbattere le uova con lo zucchero e la buccia grattugiata di un limone e di un'arancia....
poi aggiungervi il burro sciolto a bagnomaria e il rum o altro liquore secondo il vostro gusto.
Al primo impasto lievitato si aggiunge il resto del latte si mischia bene e poco per volta si aggiunge il composto con le uova amalgamando bene il tutto.
Ora si mischia farina e lievito per dolci e si aggiunge all'impasto e in ultimo si aggiungono i pinoli, l'uvetta che prima avremo ammollata e i semi d'anice.
Si versa il tutto in una teglia imburrata e spolverata con farina.
Si cuoce in forno gia caldo per circa 45 minuti.
Io ho fatto un ciambellone usando una normale teglia mettendo al centro un bicchiere unto con burro e poi rotolato nella farina.....come facevano una volta
questo ciambellone l'ho fatto con metà dose usando farina di grano italiano macinata a pietra....ormai uso solo quella
martedì 20 marzo 2018
domenica 16 aprile 2017
buona Pasqua a voi
Vorrei che questa Pasqua non lasciasse a noi soltanto la bocca amara per il troppo cibo mangiato ma desse a ciascuno la possibilità di risorgere dalle nostre catene....catene che ci stringiamo attorno e lentamente ci seppelliscono, quelle dell'odio, dell'egoismo e dell'incapacità d'immedesimarsi nella sofferenza degli altri.
Gabriella vi augura una serena Pasqua
sabato 15 aprile 2017
venerdì 7 aprile 2017
giovedì 6 aprile 2017
sabato 26 marzo 2016
una volta: Pasqua di sabato
Forse non tutti sanno che una volta la Pasqua iniziava il sabato Mattina.
Gli anziani con rimpianto mi hanno raccontato che..
Alle dieci del mattino il sabato Santo "scioglievano" le campane ovunque , sulle colline e nella vallate tutte le campane iniziavano a suonare....il Cristo era risorto,.
Allora udendo quel suono i cavatori, chi stava nei campi....posavano gli attrezzi e tornavano a casa...Era Pasqua.
Il Venerdì pomeriggio verso le 14 le donne andavano a benedire le uova e la "schiacciata" con l'uva
( http://raccontareunpaese.blogspot.it/2014/04/le-mie-ricette-dolce-di-pasqua-con.html si portavano da casa una bottiglia dove qualcuno metteva l'acqua benedetta.
Il mattino della Pasqua le famiglie facevano colazione con torta putta, uova sode, schiacciata con l'uva e tutti, bimbi compresi, dovevano bere un sorso d'acqua benedetta.
I gusci delle uova che erano benedette si dovevano bruciare.
Il resto dell'acqua veniva conservato per farsi il segno della croce (quasi sempre quando si stava male o si era in serie difficoltà)
Alcune famiglie la mettevano in un acquasantiera come questa
Il venerdì Santo era "vigilia Nera" e poiché non si poteva mangiare uova ne formaggio le donne che assaggiavano l'impasto delle torte per sentire se era giusto ,non lo inghiottivano ma lo sputavano in terra.
venerdì 25 aprile 2014
i miei racconti: la lavanda dei piedi
Si stava facendo sera quel giovedì santo e la Tina brontolava al marito: " Ma che aspetti a lavarti i piedi ?
Gli altri uomini sono già pronti per andare in chiesa, sbrigati che t'ho messo l'acqua nel catino e sulla sedia c'è l'asciugamano".
" E che bisogno c'è di lavarmi i piedi se tanto me li lava il prete".
" Sbrigati e smettila di far discorsi a bischero "
Così il marito della Tina sia pur di mala voglia anche quell'anno andò in chiesa ed era seduto pronto per il rito della lavanda dei piedi , ma quando fu il suo turno e il prete gli stava asciugando il piede, gli disse: " almeno potevi lavarti".
E l'uomo gli disse: " Io porcone....Mi sono lavato l'altro piede, quello sbagliato !"
domenica 20 aprile 2014
la mancanza
Ci sono giorni di festa in cui la tristezza ci assale, forse è la mancanza, quella di chi non c'è più.
è la mancanza dell'infanzia quando a svegliarci erano i rumori che venivano dalla cucina, il trovare una tavola apparecchiata, magari con poche cose, forse è la mancanza della certezza che avevamo dei nostri sogni e della realtà delle nostre innocenti fantasie.
A lenire la tristezza a volte ci sono i bimbi in cui ci rivediamo, bimbi capaci di giocare per ore con la carta dell'uovo di Pasqua.
è la mancanza dell'infanzia quando a svegliarci erano i rumori che venivano dalla cucina, il trovare una tavola apparecchiata, magari con poche cose, forse è la mancanza della certezza che avevamo dei nostri sogni e della realtà delle nostre innocenti fantasie.
A lenire la tristezza a volte ci sono i bimbi in cui ci rivediamo, bimbi capaci di giocare per ore con la carta dell'uovo di Pasqua.
sabato 19 aprile 2014
buona Pasqua
Porti a tutti noi, questo giorno e questa stagione la voglia e la capacità di rinnovarci interiormente.
mercoledì 16 aprile 2014
i miei racconti: confessioni di Pasqua
Una volta durante la settimana che precede la pasqua, nella chiesa sulla collina, le donne potevano confessarsi fino al giovedì santo, gli uomini era meglio confessarli per ultimi, perché si sa, qualche moccolo poteva sfuggirgli anche il mattino di Pasqua, mentre stavano fuori, sul sagrato attendendo l'inizio della messa.
La Rosalba e la Maria erano a metà strada tra il paese e la chiesa, affrontavano la salita con calma e chiacchierando quando sopraggiunse l'Argia che un attimo le sorpassò e scomparve dietro la curva.
Era il suo modo di camminare, svelta ed affaccendata come un ape, che avendo sei figlioletti tempo non poteva perderne.
In paese era chiamata la "Nerina" perché di pelle e capelli scuri, era piccola e magra tanto che pesavano più i panni che indossava che lei.
Eccola!" Disse la Maria," anche quest'anno va a confessarsi e poi il giorno di Pasqua viene alla chiesa solo per prender l'acqua benedetta e per benedire le uova".
" Secondo te, come mai tutti gli anni si confessa e poi non si comunica?" Disse la Rosalba
"Secondo me, anche se la Nerina par tutta casa e terreni mi sa tanto che sulla coscienza c'ha qualcosa di grosso, è l'unica che a Pasqua non fa la comunione."
La Maria scosse la testa e poi disse: "A me non la racconta giusta, mi sa che ha qualcuno, un ganzo voglio dire"
" Mi sa tanto di si" Disse la Rosalba" E poi dimmi, te pensi che saranno tutti del marito quei figlioli?
A me sa tanto di no; ma l'hai visto il penultimo, con quei capelli chiari, a su madre non somiglia davvero e a su padre neanche son tutti e due neri che sembrano strinati
Quando la Maria e la Rosalba entrarono in chiesa, l'Argia stava in ginocchiata nel confessionale.
Avrebbero sentito volentieri quello che raccontava al prete ma avvicinarsi di più non era decente e cercavano d'allungare le orecchie ma non riuscivano a sentire nulla.
" O don Egi' quest'anno mi dovreste dare l'assoluzione, il mi' omo è un invernata che è senza lavoro, su in cava c'è ancora la neve, abbiamo già tutti quei figlioli, con il mi' marito bisogna stare attenti perché non possiamo averne altri."
"No e poi no! Non si può!" Le diceva il prete " Non si può, non sono mica io a dirlo è la Chiesa che lo dice, bisogna prendere tutti i figli che manda la provvidenza! "
" Sapete allora cosa vi dico? A confessarmi io ci ritorno quando sarò in menopausa!"
Le due donne la videro uscire dalla chiesa senza nemmeno farsi il segno della croce e quell'anno a far benedire le uova ci videro i due figli più grandi dell'Argia.
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