Questo risotto lo faceva mia suocera, per questo l'ho chiamato riso della suocera. Ingredienti: ragù di carne, riso, ( io uso il carnaroli ) quattro cipolle rosse, .quattro uova sode, parmigiano e un po' di pepe e sale. Si cuoce il riso in acqua salata e mentre cuoce bisogna affettare le cipolle sottili e farle stufare nella padella con 4 cucchiai d'olio e due d'acqua, pepe e sale e preparare le uova sode. Quando il riso è cotto lo si scola bene si condisce con ragù e parmigiano, si sistema sul vassoio dandogli la forma a cupola e si ricopre prima con le cipolle e poi con le uova tagliate a spicchi.
giovedì 9 maggio 2013
martedì 7 maggio 2013
formaggio riciclato
Talvolta mi capita d'avere nel frigo qualche pezzetto di formaggio un po' rinsecchito oppure d'aver acquistato del formaggio fresco dal gusto deludente nel senso che non sa di nulla. Allora io faccio così : lo taglio a pezzetti, lo metto in un vaso di vetro un po' largo e vi aggiungo qualche peperoncino aperto a metà, una foglia d'alloro spezzata in due, 2 o 3 spicchi d'aglio leggermente schiacciati, 5 bacche di ginepro anch'esse schiacciate, 2 foglie di salvia e un rametto di rosmarino, un rametto di maggiorana, uno di timo e poi ricopro il tutto con del buon olio d'oliva. Bisogna che il tutto sia ben coperto dall' olio, si chiude il tappo e si mette nella parte bassa del frigo per almeno una settimana prima di consumarlo.
Dopo il mio primo "esperimento" è piaciuto al punto che a volte compro il formaggio fresco per farne tale uso.
Dopo il mio primo "esperimento" è piaciuto al punto che a volte compro il formaggio fresco per farne tale uso.
domenica 5 maggio 2013
i miei racconti: Il forno a legna
il mio forno a legna
Dove abbiamo costruito il forno sapevo che una volta ce ne stava un altro, assai più grande, demolito alla fine degli anni cinquanta. Ma circa venti anni fa una signora che aveva passato gli ottanta mi disse che quando era una bambina veniva qui con la sua nonna a cuocere il pane.
C' era un grosso forno dove si potevano cuocere tranquillamente trenta pani e come si usava allora chi possedeva un forno permetteva a chi lo chiedeva di potervi cuocere il proprio pane naturalmente senza chiedere niente in cambio e naturalmente ciascuno provvedeva alla legna necessaria per riscaldarlo.
Mi raccontò che qui vicino in sole due stanze abitava una coppia con otto figli, dei quali sei erano maschi, erano i più poveri del paese, come quasi tutti gli uomini di qui anche il padre di quella nidiata lavorava nella cava.
Poi morì il vecchio becchino e il ragazzo più grande ne prese il posto e poiché nemmeno nel paese più povero non si poteva non pagare la sepoltura, quando dalla piazza del paese, che si trova più in alto della mia casa, vedevano la mamma di quei ragazzi che scaldava il forno si chiedevano chi fosse morto, perché se la donna aveva comprato la farina qualcuno, magari nel paese vicino, se n'era andato.
sabato 4 maggio 2013
Pane con le patate
Questo è il mio pane, il mio oro, cotto nel forno a legna. Ho fatto l' impasto usando, come si faceva una volta, la pasta madre ed ho aggiunto le patate al fine di mantenere il pane morbido per più giorni.
Per ottenere la pasta madre, che ormai uso da quattro anni, ho fatto così: iniziai impastando un bicchiere di farina 0 con un po' d' acqua tiepida facendo una pastella morbida poi vi ho aggiunto un cucchiaino di miele ed uno di yogurt, dopo 48 ore era fermentata ed ho aggiunto un altro mezzo bicchiere di farina ed acqua tiepida sempre lasciando il tutto coperto e a temperatura ambiente.
Quando devo fare il pane o delle pizze faccio così; il giorno prima prelevo dal contenitore la pasta madre lasciandone sempre un po' a cui aggiungo solo acqua e farina e una volta che è lievitata la conservo in frigo per più giorni se non la uso per un po' circa una volta a settimana vi aggiungo un poco d'acqua e farina. Con la pasta madre prelevata faccio un impasto con acqua tiepida e farina. Copro il tutto con un panno di cotone e il mattino dopo lesso le patate una bella patata ogni chilo di farina, le passo al passaverdure e con l'acqua tiepida dove le ho cotte, con altra farina, un poco di lievito di birra, le patate e sale quanto basta lavoro l'impasto per una mezz'ora e copro il tutto con una tovaglia di cotone. Quando l'impasto è ben lievitato taglio le forme dei pani facendole lievitare di nuovo prima di cuocerle.
La signora che m'ha insegnato a scaldare bene il forno ed a fare il pane mi diceva che un buon impasto deve avere la stessa morbidezza del lobo dell'orecchio.
Per ottenere la pasta madre, che ormai uso da quattro anni, ho fatto così: iniziai impastando un bicchiere di farina 0 con un po' d' acqua tiepida facendo una pastella morbida poi vi ho aggiunto un cucchiaino di miele ed uno di yogurt, dopo 48 ore era fermentata ed ho aggiunto un altro mezzo bicchiere di farina ed acqua tiepida sempre lasciando il tutto coperto e a temperatura ambiente.
Quando devo fare il pane o delle pizze faccio così; il giorno prima prelevo dal contenitore la pasta madre lasciandone sempre un po' a cui aggiungo solo acqua e farina e una volta che è lievitata la conservo in frigo per più giorni se non la uso per un po' circa una volta a settimana vi aggiungo un poco d'acqua e farina. Con la pasta madre prelevata faccio un impasto con acqua tiepida e farina. Copro il tutto con un panno di cotone e il mattino dopo lesso le patate una bella patata ogni chilo di farina, le passo al passaverdure e con l'acqua tiepida dove le ho cotte, con altra farina, un poco di lievito di birra, le patate e sale quanto basta lavoro l'impasto per una mezz'ora e copro il tutto con una tovaglia di cotone. Quando l'impasto è ben lievitato taglio le forme dei pani facendole lievitare di nuovo prima di cuocerle.
La signora che m'ha insegnato a scaldare bene il forno ed a fare il pane mi diceva che un buon impasto deve avere la stessa morbidezza del lobo dell'orecchio.
venerdì 3 maggio 2013
le mie ricette: liquore all'arancia
Questa è una ricetta presa dalla mia scatola di latta. Visto che si possono ancora trovare delle arance ho pensato di condividerla con chi volesse provarla. Come prima cosa procuratevi una bella arancia che sia biologica, io uso due delle mie perché sono piccole.
Ingredienti: un'arancia bella grossa o due piccole, 10 chiodi di garofano, mezzo litro d'alcool, mezzo chilo di zucchero e 700 g. d'acqua. Si prende l'arancia e vi si conficcano i 10 chiodi di garofano, si mette il frutto intero in un vaso di vetro, si ricopre con l' alcool e si chiude bene. Dopo che il frutto è stato nell'alcool per 5 giorni si prepara uno sciroppo con l'acqua e mezzo chilo di zucchero, quando è freddo si mischia all'alcool che avrà preso tutto l'aroma dell'arancio. Si filtra il liquido e si mette nella bottiglia in cui si vuole conservare.
Questa ricetta fu data alla mia famiglia da un francese ed io la preparo una volta all'anno perché uso questo liquore per bagnare, dopo averlo diluito, le torte al cioccolato oppure così com'è lo metto sopra il gelato.
Ingredienti: un'arancia bella grossa o due piccole, 10 chiodi di garofano, mezzo litro d'alcool, mezzo chilo di zucchero e 700 g. d'acqua. Si prende l'arancia e vi si conficcano i 10 chiodi di garofano, si mette il frutto intero in un vaso di vetro, si ricopre con l' alcool e si chiude bene. Dopo che il frutto è stato nell'alcool per 5 giorni si prepara uno sciroppo con l'acqua e mezzo chilo di zucchero, quando è freddo si mischia all'alcool che avrà preso tutto l'aroma dell'arancio. Si filtra il liquido e si mette nella bottiglia in cui si vuole conservare.
Questa ricetta fu data alla mia famiglia da un francese ed io la preparo una volta all'anno perché uso questo liquore per bagnare, dopo averlo diluito, le torte al cioccolato oppure così com'è lo metto sopra il gelato.
mercoledì 1 maggio 2013
camminando nella selva
Oggi sono andata da sola a fare una passeggiata nella selva di castagni, non ho incontrato anima viva, c'erano solo tanti uccelli. Ho incrociato diversi rii che per via delle abbondanti piogge dei mesi passati erano pieni d'acqua scrosciante. Di solito evito di bere l'acqua corrente dei rii perché penso che più a monte un animale selvatico potrebbe bagnarsi in una pozza e magari urinarci, ma era così bello vedere tutta quell'acqua limpida che non ho resistito; era buonissima.
Mentre tornavo indietro ho guardato verso l'alto perché sentivo gridare una cornacchia allora ho visto che si stava avvicinando ad una poiana, sono arrivate subito altre due cornacchie e la poiana sembrava fare una specie di danza: si girava con le zampe verso l'alto cercando di colpirle con gli artigli per poi girarsi e di nuovo rivoltarsi cercando di colpirle. Le tre cornacchie evitando d'essere colpite facevano un gran schiamazzo e in poco tempo s'era formato un gruppo di dodici a quel punto la poiana è tornata indietro da dove proveniva. Nelle nostre zone fino a qualche anno fa non s'erano mai viste cornacchie. Ho visto tanti castagni morti, alcuni ancora in piedi e tanti caduti a terra, mi mettono una gran tristezza, se continua così i boschi di castagno andranno a sparire e pensare che per secoli le castagne e soprattutto la farina che da loro si ricavava erano il cibo principale per la gente di montagna. Da qualche anno quando i castagni cercano di schiudere le gemme e queste cominciano a farsi verdi vengono punte da un insetto il quale vi depone le uova così formano delle galle rossastre e i castagni cercano di fare altre gemme indebolendosi sempre più. Ogni anno è sempre peggio, ho visto che vengono attaccate tutte le gemme anche quelle delle piantine lunghe quanto un dito.
Dicono che si tratta di una vespa importata con piante di castagno più produttive. E ti pareva!
Mentre tornavo indietro ho guardato verso l'alto perché sentivo gridare una cornacchia allora ho visto che si stava avvicinando ad una poiana, sono arrivate subito altre due cornacchie e la poiana sembrava fare una specie di danza: si girava con le zampe verso l'alto cercando di colpirle con gli artigli per poi girarsi e di nuovo rivoltarsi cercando di colpirle. Le tre cornacchie evitando d'essere colpite facevano un gran schiamazzo e in poco tempo s'era formato un gruppo di dodici a quel punto la poiana è tornata indietro da dove proveniva. Nelle nostre zone fino a qualche anno fa non s'erano mai viste cornacchie. Ho visto tanti castagni morti, alcuni ancora in piedi e tanti caduti a terra, mi mettono una gran tristezza, se continua così i boschi di castagno andranno a sparire e pensare che per secoli le castagne e soprattutto la farina che da loro si ricavava erano il cibo principale per la gente di montagna. Da qualche anno quando i castagni cercano di schiudere le gemme e queste cominciano a farsi verdi vengono punte da un insetto il quale vi depone le uova così formano delle galle rossastre e i castagni cercano di fare altre gemme indebolendosi sempre più. Ogni anno è sempre peggio, ho visto che vengono attaccate tutte le gemme anche quelle delle piantine lunghe quanto un dito.
Dicono che si tratta di una vespa importata con piante di castagno più produttive. E ti pareva!
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