domenica 17 novembre 2013

26 novembre ( diario di A. )




Sono ferita come solo possono ferirti le persone a cui si vuol bene, guardarne il viso e vederlo come quello di un estraneo e non riconoscerlo nei gesti, nelle parole, stargli vicino e far finta di nulla è ancora peggio.
 Sono andata lungo il sentiero del bosco, lontano da casa, lontano da tutti per lavarmi le ferite con le lacrime, a leccarmi come fa un vecchio cane abbandonato per evitare che si trasformino in piaghe, in cancrena.
 Quando vengo ferita altre vecchie ferite, e sono tante, si sommano ed una bestia cresciuta dentro di me spalanca le fauci e sembra divorarmi, un giorno ci riuscirà.

La sul sentiero, c'è il rio che scende dalla montagna, vicino al sentiero forma una pozza ed è sul suo bordo che mi sono fermata a lungo chiedendomi, se vi immergessi la testa, quanto tempo, forse tre o cinque minuti perché tutto abbia fine.
 è stato lo scroscio dell'acqua che sembrava dirmi che tutto passa , passa e c'è altro , c'è altro.
  Si passerà, tutto passa, anche la vita prima o poi passa, e mi sono avviata verso casa, ma fa male, e farà male a lungo.......

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