mercoledì 31 luglio 2013

danza del ventre

ho appena visto alcuni filmati su  You Tube di Renata Bandelloni : Sabato le chiedo un video.

 Molto simpatico quello della Strega che ben interpreta parole e musica.
( WWW.renatadance.com )

lunedì 29 luglio 2013

fichi a colazione

Questa mattina alle sei e mezza mentre ero nell'orto è venuta a trovarmi una mia piccola amica e quando le ho chiesto come mai era venuta così di buon ora m'ha detto " sono venuta a fare colazione con i tuoi fichi " e ne ha mangiati cinque e una fragola.  Certo mentre tanta gente vorrebbe fare colazione in qualche bar sul lungomare della Versilia c'è chi preferisce fare coazione in un campo con fichi presi direttamente dall'albero .

La mia zuppa di pesce




Non cucino spesso il pesce ma visto che le persone alla mia tavola sabato
hanno ripulito il vassoio penso che sia riuscita abbastanza bene.


Ingredienti:

 un chilogrammo e mezzo di pesce misto : seppioline, due  fette di  verdesca, 4 fette di palombo, trigliette, cozze, un gamberone per ogni persona e vi ho aggiunto filetti di nasello congelati.


Ho messo in una pentola bassa e capiente olio, aglio, prezzemolo, peperoncino aggiungendovi un cucchiaio raso di semi di finocchio selvatico, 4 semi di cumino e 7 semi di coriandolo pestati nel mortaio.
 Ho lasciato scaldare bene ed ho aggiunto una scatola da un kg di pomodori pelati facendo bollire per un quarto d'ora.
 Poi vi ho aggiunto il pesce in quest' ordine:
 seppioline, palombo e verdesca triglie, filetti scongelati, cozze e per ultimo i gamberi.

Ho preso delle fette di pane leggermente tostate e strusciate con aglio, l'ho messe nel vassoio e vi ho versato sopra la zuppa. 


domenica 28 luglio 2013

un caldo infernale

Stamani presto si stava veramente bene, sono andata nell'orto ad innaffiare ed ho raccolto verdure e fichi che non sapendo cosa farne sia di verdure e fichi, sono troppi, li ho regalati. Però mi sono accorta di una cosa; stamani nell'orto non c'erano zanzare, che le mattine passate erano un tormento. quale ne sarà il motivo? Forse il troppo caldo?  ( lo sapete che in india quando fa molto caldo prima muoiono le zanzare poi le mosche e purtroppo dopo di loro le persone più deboli ) Speriamo bene e che questo caldo passi presto perché se al mattino presto si sta bene poi la temperatura aumenta fino a farsi insopportabile. Ed io mi ritengo fortunata perché, il pomeriggio  fino quando il sole cala dietro monti posso stare in casa. Penso talvolta , questi giorni a chi lavora sotto il sole, e sono in tanti pensate che vogliono mandare anche questi in pensione sempre più tardi. Io ci manderei TUTTI i POLITICI senza distinzione alcuna magari a lavorare sulle strade spargendo il catrame bollente !
Pensate che c'e gente di 60 anni che questi giorni sta lavorando sotto il sole.

le mie ricette: Per condire i tortelli Versiliesi

Questo è un Sugo che richiede una lunga cottura e buoni ingredienti. Quando si trovava ancora della buona mortadella nostrale specialmente quando le famiglie allevavano maiali, si sbriciolava nel sugo lasciandola cuocere con le altre carni, ma si può sostituire con della buona salsiccia o mortadella di bologna, meglio se facciamo metà dell' una e metà dell' altra oppure prosciutto crudo.

Ingredienti:  500 gr. di carne macinata di manzo, 300 gr. di mortadella,  ( meglio sarebbe 100gr.
mortadella di Bologna, 100 gr. di salsiccia e 100 gr. di prosciutto crudo  ).

Un chilo e mezzo di passata di pomodoro, un mazzetto di prezzemolo, due coste di sedano e due cipolle medie, sale pepe ed olio. Ed ora vi dico il mio "INGREDIENTE, segreto ": un fegatino di pollo o di coniglio, una foglia e
mezzo di alloro una grattugiata di noce moscata    e cinque chiodi di garofano polverizzati.

Tritate fini, cipolla, sedano, prezzemolo e carote e mettetele al fuoco con abbondante olio e non lasciare troppo tempo, aggiungere la carne macinata, i fegatini e i salumi tritati, far soffriggere un poco poi aggiungere la passata di pomodoro ed acqua calda sale, spezie e  l'alloro  ( una foglia e mezzo senza tritarle, a cottura ultimata vanno tolte ).

Questo sugo una volta che bolle va tenuto a fuoco molto basso e lasciarlo cuocere minimo 3 ore e deve essere piuttosto liquido, Quando è pronto provate ad assaggiarlo intingendovi un pezzetto di pane, a cottura ultimata si tolgono le foglie d' alloro, si toglie il fegatino e si trita fine, rimettendolo poi nel sugo.
 Questa è una dose che va bene per condire la quantità di tortelli che ho descritto due giorni fa, ma in dosi minori è un buon condimento per condire la pasta fresca.

I tortelli vanno cotti almeno un ora prima di consumarli, si cuociono pochi per volta poi si scolano e si mettono in una zuppiera a strati versandovi sopra il sugo e abbondante formaggio grattugiato,  io metto meta parmigiano e meta pecorino, poi si fa un altro stato di tortelli e così via.

Se fa freddo per tenerli caldi , poiché se necessario li cuocio anche 2 ore prima, avvolgo la zuppiera in una coperta di lana.
Se provate la ricetta fatemi sapere ....



venerdì 26 luglio 2013

Bistecche di campo ed erbe aromatiche

Stamattina presto come al solito sono uscita di casa per andare nell'orto che non si trova vicino all'abitazione ma un po' più in alto del paese. E siccome ero sola tutto il giorno ne ho approfittato per farmi un bel giro in cerca di erbe aromatiche.
Inizio in tarda primavera a raccoglierle e termino nel mese d'ottobre cogliendo  per ultime le bacche di mirto. Ne  raccolgo durante la bella stagione 12 varietà, alcune da me coltivate e le altre spontanee, dopo averle fatte seccare all'ombra appese sotto la tettoia  trito le erbe con il macina caffè mentre le bacche e i semi li pesto nel vecchio mortaio di marmo. Dopo  averle sminuzzate tutte le passo una notte nel forno a legna ad una temperatura di circa  50 gradi al fine di evitare il formarsi di muffe o parassiti.
Le erbe che raccolgo sono: rosmarino, salvia, timo  selvatico, pepolino, maggiorana, santoreggia, alloro, peperoncino, aglio, erba cipollina, semi di finocchio selvatico, bacche di ginepro e di mirto.
Con queste erbe riempio un grosso vaso in vetro che poi tengo ben chiuso, le erbe vanno logicamente mischiate nelle giuste proporzioni. Le uso poi per arrosti ,umidi vari, sono molto buone messe nelle patate arrosto, carni grigliate  e garantisco che anche un anonimo petto di pollo cosparso con queste erbe acquista un buon sapore. Inoltre usando questa mistura ,sia io e qualche persona a cui le ho regalate mettiamo pochissimo sale, addirittura se le carni sono cotte in padella o alla griglia si può anche non metterlo.
Naturalmente ho raccolto anche un bel mazzo di origano che qui cresce in abbondanza ed è in piena fioritura, questo lo tengo in un altro vaso perché è destinato ad altro uso.
E per pranzo sapete cosa mi sono fatta?   " Un panino con una bistecca di campo" che altro non è che una frittata con cipolle .



le mie ricette: i tortelli Versiliesi

Questa è una ricetta che richiede un po' di tempo ed una volta veniva fatta quando c'erano matrimoni,comunioni, battesimi e per la festa del patrono.


Ingredienti per il ripieno : dose per un chilo di farina

300 g. di carne macinata di manzo,
 200 g. mortadella di bologna,
 250 g. di bieta lessata e  strizzata,
  100 g. di parmigiano,
 100 g. di pecorino romano,
 200 gr di pane grattugiato,
 4 uova,
 una manciata di prezzemolo a cui sono stati tolti i gambi,
  sale e pepe.

Per prima cosa va cotta la bieta e lasciata freddare, poi si strizza con le mani per togliere l'acqua e si trita bene con un coltello.

Si mettono in una padella 2 cucchiai d'olio, l'aglio tritato fine, la carne e la bieta, rigirando il tutto per qualche minuto e si lascia raffreddare.

 Agli ingredienti passati in padella si aggiunge la mortadella di bologna e il prezzemolo tritati, le uova, i formaggi grattugiati e tutti gli altri ingredienti. ( questo ripieno, se tenuto in frigo, si può preparare il  giorno prima )

Per la sfoglia servono: 1 chilo di farina, 6 uova e acqua sufficiente per l'impasto che va ben lavorato.

Per tagliare i tortelli se non si ha la "macchinetta dei tortelli", piccolo attrezzo che da noi si può acquistare a poco prezzo si può usare un bicchiere e poi con i rebbi d'una forchetta schiacciarne i bordi come facevano una volta, cosa che qualcuno fa ancora.

 La forma non è molto importante mentre invece lo  è la qualità degli ingredienti perché, non so chi, diceva che la cucina è come il matrimonio: se vi si mette del buono è del buono che avremo.

Domani o domani l'altro scrivo come faccio il sugo per i tortelli, perché il condimento è molto importante ed io per farlo ho i miei piccoli segreti di famiglia che condivido volentieri.

giovedì 25 luglio 2013

Sulla spiaggia di Forte dei Marmi

Questa l'ho ascoltata sulla spiaggia del Forte dei Marmi ( naturalmente spiaggia libera ).
Un mattino me ne stavo stesa bocconi sulla spiaggia vicino a me sento lo squillo di un telefonino a cui seguono queste parole a voce alta  e udibili da tutti i vicini : " no siamo in vacanza...si la mamma a parte i suoi problemi a camminare è sempre la stessa....... no non ci penso nemmeno a prendere una
persona che si occupi di lei con quei soldi lì piuttosto ci pago un ragazzotto per farmi una sc...ta
In questo momento sono a passeggio con la bici a Forte dei marmi. "

( alla faccia della finezza ! )

le mie ricette: "brodo de' i poveri" ( al posto dei dadi )

La Palma, zia di mio padre aveva come unica fonte di guadagno il telaio con cui lavorava tessuti grezzi in canapa o lana locale.  Faceva tessuti per lenzuola, asciugamani e qualche copriletto o per  camice da notte e da giorno, spesso erano parte dei corredi per le ragazze, cosa che si iniziava a fare quando le figlie erano bimbe, un po' per volta. Non sempre la Palma veniva pagata in denaro ma in cambio del suo lavoro riceveva farina, formaggio o quello che la gente poteva dargli.
Mi diceva mio padre che sua zia oltre alla frutta seccava all'ombra anche tante verdure che poi ben tritate conservava in fiaschi di vetro chiusi con tappi di sughero sigillati con la cera. L' inverno usava queste erbe per fare, come diceva lei " il brodo de' poveri ". Metteva a bollire nell' acqua un pugno di verdure seccate, colava il brodo ottenuto, vi cuoceva dentro un uovo e lo versava in un piatto sopra una fetta di pane.
Da li m' è venuta l' idea di usare le verdure che di solito si scartano come le parti più dure  e le foglie delle cipolle fresche,, dei sedani, dei finocchi, delle carote ecc....ma anziché seccarle dopo averle ben lavate ed asciugate tamponandole tra due canovacci le trito grossolanamente con il coltello e le metto nel congelatore.
E piuttosto che usare dadi, ai quali è proibito entrare in casa mia, uso queste erbe per fare un brodo vegetale che una volta colato è ottimo per cuocere i risotti.



Un vecchio detto: " dice la canapa al lino quando te ti consumi io mi raffino "

martedì 23 luglio 2013

i miei racconti: Alfredo e la sua piccola " anima "



Ombre di fiamma giocavano sulle pareti in pietra, prive d'intonaco, della cucina dal basso soffitto sorretto da grosse travi di castagno.

 Alfredo, seduto di fronte al grande camino in pietra, che occupava quasi tutta la parete della cucina, teneva sulle ginocchia una scodella con la sua cena.
Alle pareti, subito al disotto delle travi pendevano mazzi di fiori di carta dai colori  ormai sbiaditi e coperti di polvere, verso i quali Alfredo ogni tanto alzava lo sguardo.

Tutta la casa era piena di questi fiori: i fiori dell'Almina.

Lui l'aveva conosciuta una sera d'inverno quando in un salone del paese si ballava.

Alfredo era un uomo forte,di lui si diceva "come un cavallo da tiro", era sulla quarantina, alto, robusto e di capelli rossicci, in paese era l'unico uomo di quell'età a non essere sposato.
 Era tipo di poche parole, piuttosto solitario e come tutti gli uomini del paese anch' egli lavorava in una cava di marmo.

L'aveva cresciuto una zia, sorella della madre e senza figli propri perché il padre rimasto vedovo s'era rifatto una famiglia. La zia materna oltre a crescerlo l'aveva lasciato erede delle proprie terre e della casa.
Entrò Alfredo quella sera nella sala dove stavano ballando e l'unica ragazza seduta, accanto alla madre, vicino alla parete con le mani abbandonate in grembo era l'Almina.
E furono quelle mani così piccole e bianche che gli fecero sentire immediato il desiderio di toccarle, di tenerle tra le sue.
Era venuta l'Almina, con la madre e  le sorelle da un paese vicino, avevano camminato lungo la mulattiera illuminando il percorso con una lanterna che ora stava lì, appoggiata sul pavimento vicino ai piedi della madre.
Fin dall'adolescenza altre donne gli avevano incantato gli occhi e i sensi ma l'Almina era riuscita ad incantargli il cuore, l'aveva preso nelle sue mani come un passero caduto dal nido guarendolo da fonde incrinature.
Tanti,  in paese si chiesero come mai Alfredo considerato da tante ragazze " un buon partito" e che avrebbero voluto come marito avesse scelto proprio l'Almina, che era si una donnina graziosa ma tanto fragile con problemi di cuore fin dalla nascita.
 Una ragazza che non era in grado di faticare, di lavorare nei campi, fare e crescere figli, sorte comune a tutte le donne di allora.
 Quella coppia sembrava che non avesse nulla in comune, l'uno era l'opposto dell'altra, lei minuta, fragile che si stancava facilmente, lui era forte, un lavoratore instancabile. Ma in realtà erano come un unico essere inseparabile, lui ne era il corpo e lei l'anima.

Quando ad Alfredo capitava di scendere a valle ritornava portando ad Almina fogli di carta velina colorata e lei lo abbracciava felice come avesse ricevuto il più prezioso dei doni.

Sapeva, con la carta, fare ogni tipo di fiore ."Indovina cosa t'ho portato "le diceva Alfredo." Fammi vedere, fammi vedere " Gli diceva l'Almina, curiosa e girandogli attorno, esile e leggera come una pallida farfalla.  "Oggi t'ho portato carta rossa per i papaveri e bianca per le margherite e c'è anche quella azzurra per le genziane, come quelle che fioriscono vicino al torrente."

Ma per Alfredo il piacere più segreto, quello che non avrebbe mai confessato, era ascoltare l'Almina, ascoltare le sue storie ,vere ed inventate.
 La sera a letto lei gli si rannicchiava accanto e iniziava a raccontare; erano storie di paese, tramandate dai vecchi, altre volte erano di pura fantasia, storie che l'Almina s'inventava ogni volta, sempre diverse; era un gioco, un tornar bambini.
" Questa no, questa non può esser vera, di la verità te la sei inventata " Diceva lui " No, no ti giuro, è tutta vera. " Diceva l'Almina ridendo.  " " Dai dimmi la verità o ti faccio il solletico "no, il solletico no.. "
Davanti alla loro casa c'era una piazza ombreggiata da un pergolato d'uva fragola, dopo aver sposato l'Almina, Alfredo aveva sacrificato una di quelle vecchie viti per piantarvi una rosa bianca rampicante ed ora anche lei faceva parte del pergolato. In quel mese di maggio, dopo aver lavorato in cava, verso sera, lui andava a lavorare nei campi lei si sedeva sotto il pergolato e aspettava il suo ritorno.

Ma una sera Alfredo al suo rientro vide che l'Almina non si alzava per andargli incontro, su di lei
c'erano tanti petali bianchi caduti sui suoi capelli e sulle sue mani che ancora stringevano l'ultimo fiore di carta velina, era un garofano rosa non ancora terminato. 

Con il tempo, lentamente, Alfredo aveva ripreso la vita di sempre in lui convivevano il dolore e la dolcezza dei ricordi.
  Ogni tanto pensava anche alle donne, sapeva che poteva ancora farsi una famiglia, anche la sorella più piccola dell' Almina gli aveva fatto capire che come uomo non le dispiaceva ma Alfredo nella sua casa non voleva più nessun altra donna.
 Tutte le cose dell'Almina erano rimaste così come lei le aveva lasciate ed a nessuno avrebbe permesso di toccarle.
Non l'aveva permesso nemmeno alla sorelle della moglie quando dopo tre mesi erano venute a reclamare il corredo della sorella e i pochi oggetti personali come era in uso quando non c'erano figli.

Ma Alfredo non aveva inteso ragione, aveva rimandato a casa le cognate dandogli in cambio, di ciò che reclamavano, formaggi e farina con la promessa di dargli pure un capretto al prossimo Natale, cosa che fu accettata volentieri perché le cose dell'Almina non avevano un gran valore se non per lui.

lunedì 22 luglio 2013

i veri tortelli

Presto scriverò la ricetta dei tortelli versiliesi quelli delle feste che una volta venivano fatti una o due volte all'anno o in occasione di matrimoni, comunioni e battesimi.

Pranzo di sabato 20 luglio

( con ricetta )

Menù: spiedini di carni miste, patate del mio orto fritte in olio extra vergine, sformato di zucchini e coppette di pasta frolla con crema al rum e qualche frutto che ho trovato nell’ orto.


Sformato di zucchine
Le dosi sono approssimative perché sono pochi i piatti per i quali uso la bilancia.
Circa un chilogrammo e mezzo tra zucchini e fiori di zucca, due etti di pane, 4 uova, 80 grammi di formaggio pecorino romano una bella manciata di basilico, tre spicchi d’aglio pepe e sale.
Si tagliano i fiori di zucca e si affettano gli zucchini a rondelle, dopo averli lavati si mettono al fuoco senza scolarli troppo, come si fa con gli spinaci, si lasciano bollire per due minuti e si lasciano scolare in un colino mettendovi sopra un piatto rovesciato con un peso perché durante la breve cottura buttano fuori l’ acqua di vegetazione. Quando le zucchine sono fredde vi si aggiunge il pane bagnato con acqua e ben strizzato, le uova, il formaggio grattugiato, agli e ,basilico tritati fini, sale e pepe. Dopo aver mischiato bene il tutto si versa in una teglia unta con olio e spolverata con pangrattato e si cuoce in forno ben caldo.

Volendo si può sostituire il pane con un po’ di besciamella  però io preferisco usare il pane anche per il fatto che spesso in casa ne  avanza un po’ .



Una volta ai bimbi quando si dava la merenda si diceva:  “ se lasci un pezzetto di pane portalo sempre in casa, guai a te se lo butti via perché quando morirai ti manderanno sulla terra con un dito acceso come una torcia e continuerà a bruciare finché non avrai ritrovato il pane buttato via ma non lo troverai mai perché gli uccelli l’avranno mangiato.




venerdì 19 luglio 2013

piante di zucche

Questa è una vecchia varietà di piante sia rampicanti che striscianti che hanno un' abbondante produzione  di fiori e di zucchini fino ai primi freddi.



lunedì 15 luglio 2013

raccolti

Questo è il mio raccolto di cipolle, agli e scalogni.



questi fagiolini viola sono una varietà, a mio parere, buona per essere congelata.



lunedì 8 luglio 2013

camicino per neonato

In autunno sboccerà un nuovo fiore.


Ho fatto per lei questo camicino, ricamato e cucito interamente a mano


l'ortensia recuperata

Spesso le persone acquistano piante la cui fioritura è stata forzata e questi finiscono quasi sempre col morire. Anche quest'ortensia che qualche anno fa ho trovato nella spazzatura, era alta circa un palmo con un solo fiore seccato e dal colore ormai indistinguibile, sembrava irrecuperabile ma dopo averla potata, bagnata e tenuta all'ombra  dopo un po' di tempo ha iniziato a cacciare nuove gemme e dopo il secondo anno  ha fatto il suo primo fiore.
Devo dire che ho diverse piante salvate dalla spazzatura.



mercoledì 3 luglio 2013

le mie ricette: sciroppo di marasche






Sciroppo di marasche

Per fare lo sciroppo di marasche ( ottimo per mettere sul gelato o per farne granite e ghiaccioli)

bisogna togliere il gambo ai frutti e schiacciarli  bene  con le mani lasciandoli in un recipiente in vetro
o in acciaio per una trentina di ore. Avrà inizio la fermentazione e questo serve ad evitare che con la
bollitura si formi la gelatina.

 Si prende la poltiglia fermentata e con un panno di puro cotone ben pulito e non lavato in lavatrice si
 filtra il liquido e per ogni litro ottenuto si aggiunge un chilo di zucchero.

 Si porta sul fuoco lasciando bollire per cinque minuti, se in superficie si forma della schiuma va tolta.

Volendo prima di portare sul fuocosi può aggiungere un poco di vaniglia.



 

lunedì 1 luglio 2013

le mie ricette: FINTO PESCE

Questo è un piatto economico e possiamo prepararlo anche il giorno prima.

Ingredienti:  4 grosse patate, due scatole di tonno da 160 gr. una manciata di capperi, un cucchiaio di burro o due d’olio, qualche foglia d i prezzemolo, sale e pepe.


Lessare in acqua salata le patate sbucciate e una volta cotte passarle con il passa verdure aggiungendo l’olio o il burro. Passare in un mixer il tonno sgocciolato dall’olio di conservazione, il prezzemolo privato dei  gambi e i capperi . Quando le patate sono tiepide si mischiano bene tutti gli ingredienti. Se si ha uno stampo a forma di pesce vi si versa l’impasto, altrimenti si cerca di dargli una forma con le mani come ho fatto io. Poi si guarnisce con maionese e verdure di stagione.