giovedì 30 aprile 2015

le mie ricette: focacce con stracchino

"focacce" con stracchino







Oggi ho fatto questa ricetta ma anziché cuocerla in forno ho usato la padella, una larga padella in antiaderente.



Dopo aver preparato nel solito modo la pasta per focaccia, con acqua, farina, lievito di birra e sale, ho lasciato lievitare l'impasto.


Ho steso con il mattarello l'impasto dandogli  uno spessore come per le tagliatelle ed ho ricoperto con stracchino, richiudendo con un'altra sfoglia e pigiando bene sui bordi.




ho fatto scaldare una padella con un cucchiaio scarso d'olio e vi ho messo a cuocere la "focaccia" con lo stracchino, prima su di un lato e poi sull'altro, senza coprire.



Se lo stracchino è duro si può mischiare con un poco di latte come ho fatto io.

martedì 28 aprile 2015

domenica 26 aprile 2015

biancospino

una vecchia varietà di "biancospino" che una volta piantato anche in terreno povero senza particolari cure ne innaffiature ogni anno si ricoprirà di fiori








 Questo è il vero biancospino che nasce spontaneo ed in tarda estate si ricopre di bacche rosse



orchidee selvatiche ( 5 foto)

questa mattina sono andata a fare una passeggiata ed ho visto tante piccole orchidee selvatiche, sono tre varietà diverse: ce n'erano tantissime ma mi dispiace vedere che alcune erano state divelte.

Non bisogna sradicare i fiori selvatici, tanto se messi in altri luoghi avranno vita breve, queste piccole orchidee selvatiche si trovano in un terreno particolare e non vale la pena sradicarle per metterle in terreni fertili, non è il loro habitat naturale.





















sabato 25 aprile 2015

Le nostre vecchie tradizioni....

Una volta il 25 aprile, giorno di S.Marco c'era l'uso di benedire i campi, il prete del luogo percorreva i sentieri ed attraversava la campagna benedicendo.
dopo il 25 aprile si cominciava a seminare il granturco e i fagioli.

mercoledì 22 aprile 2015

le mie ricette: zuppa con uova affogate

Questo va bene anche come piatto unico per una cena leggera

zuppa con uova affogate







Si rompono in un piattino le uova ed una per volta si fanno scivolare nel brodo bollente vegetale, con il mestolo forato si toglie la schiuma che sale in superficie e dopo quattro minuti di cottura a fiamma bassa sono pronte.

In una scodella si mette una fetta  di pane, un mestolo di brodo, un uovo ed un cucchiaio di parmigiano.

lunedì 20 aprile 2015

buon giorno


un giorno sereno a tutti voi





                                              le mie rose antiche e profumate

domenica 19 aprile 2015

le mie ricette: arrosto "morto" lardellato

    L'arrosto "morto" viene cotto in casseruola ed è una vecchia ricetta Toscana.  
        


                       Il mio arrosto "morto" lardellato con patate e cipolle alla paprica piccante.







      Ingredienti: 1 kg. carne di manzo o maiale,
      circa 80 g. di lardo,
      un rametto di rosmarino,
      un rametto di timo,
      qualche foglia di salvia,
      2 spicchi d'aglio,
      un cucchiaino semi di finocchio,
      mezzo bicchiere di vino bianco,
      un poco di brodo,
      3 cucchiai d'olio.


Si prende il lardo,il rosmarino, la salvia l'aglio,il timo ed i semi di finocchio e con questi facciamo un battuto fine aggiungendo poco sale.

Con uno spiedo andiamo a fare dei fori nella carne ed aiutandoci con il manico d'una mestoletta in legno inseriamoci all'interno il battuto.

Si lega la carne con spago,si mette in una casseruola con l'olio e si fa prendere colore da tutte i lati.

Si sfuma con il vino e quando questi è svaporato si continua a cuocere aggiungendo ogni tanto un poco di brodo e rigirando senza forare la carne.



venerdì 17 aprile 2015

"notte di S. Lorenzo"

"notte di S. Lorenzo"

collana fatta con la mia pasta modellabile








un secchio recuperato

questo era un secchio del 1920 corroso in più punti dalla ruggine
e dopo avergli dedicato un po' del mio tempo..........




sabato 11 aprile 2015

i miei racconti: un bosco trafitto di luce




All' Adele di dover lasciare questo mondo non le dispiaceva poi più di tanto; troppe tribolazioni le aveva riservato la vita.
E poi pensava: "se al di la di questa vita non c'è nulla, allora è la fine anche del mio tribolare, ma se qualcosa ci fosse forse ritroverò Il mio Lorenzo, con lui si che stavo bene...maledetta guerra che se l'è preso".
L' unico rammarico dell'Adele era per la figlia sposata da quindici anni che non aveva avuto bimbi.

Tutti in paese sapevano che lei era giunta alla fine e alla sera o nel pomeriggio c'era qualche vicina che portandosi il lavoro a maglia o di cucito, andava a sedersi vicino al suo letto.

Una sera una donna disse: "questa è la fine, fanno tutti così quando iniziano a pronunciare il nome delle persone già morte".

L'Adele per quattro giorni non aperse più gli occhi, il medico disse che era in coma.

Si ritrovò in un bosco trafitto da raggi di luce dove persone s'aggiravano con volti sereni, tanti le erano sconosciuti ma altri le erano familiari ed appartenevano a persone decedute.

Poi l'Adele che osservava se stessa camminare lungo un dritto sentiero di quel bosco vide arrivare un piccolo bambino contornato da una luce che non aveva mai visto di simile, quando il piccolo le arrivò vicino gli chiese:"Dove vai da solo?"

"Andiamo a casa tua"  Le disse il bimbo e le strinse due dita con una forza che la sorprese e la fece ritornare indietro.

China sopra il corpo dell'Adele ci stava la figlia per ascoltare se la madre ancora respirava.

Ed ecco che la moribonda rimanendo immobile, con le mani distese lungo i fianchi alzò un solo dito verso il ventre della figlia e disse:"C'è un bimbo".

Le donne presenti dissero:" é il coma, a volte capita".

Per tre giorni tutto rimase com'era, poi il quarto giorno, come si stesse svegliando da un sonno tranquillo, l'Adele si mise seduta nel letto e disse alla figlia"Che fai qui ? Non hai niente da fare?"

Dopo Pochi giorni la figlia s'accorse d'essere incinta.

La donna non raccontò mai a nessuno di ciò che aveva visto oppure sognato ma quando il piccolo nipote aveva circa tre anni lei ebbe la certezza, quel bimbo lei l'aveva incontrato in quel bosco luminoso.





le mie rose di carta


le mie rose di carta appena terminate




martedì 7 aprile 2015

domenica 5 aprile 2015

le mie rose

Rose per una rosa............una Rosa di Giada





E finiti i cioccolatini ......rimarranno le rose






sabato 4 aprile 2015

quando i miei giorni....

Quando i miei giorni saranno terminati vorrei che mi seppellissero su di un colle e sopra la mia tomba piantassero una giovane quercia così anche il mio corpo tornerebbe a vedere la luce . Attraverso i rami s'alzerebbe verso il celo e facendosi foglie e frutti diverrei nutrimento e nuove piante, tornando a far parte del ciclo naturale delle cose.

venerdì 3 aprile 2015

i miei racconti: la LISENA




Quel caldo pomeriggio di fine estate, Oreste se ne stava seduto sul portico godendosi l'ombra del pergolato d'uva fragola che iniziava a maturare,stava in canottiera e teneva i piedi appoggiati alla ringhiera.
Oreste era tornato a casa dopo alcuni anni di lavoro in una miniera del Belgio.
 Era tornato per rimanere, lui abituato a lavorare all'aperto, ad infilarsi sotto terra non ce la faceva più.

Quando la vide passare per lui fu come un colpo d'aria fresca.

Camminava sul sentiero in basso, a piedi nudi, con passo leggero, indossava un vestitino sbracciato di mussola che lasciava immaginare un corpo snello e muscoloso.

 Con la mano sinistra portava una brocca e sul capo teneva in equilibrio una secchia ambedue di rame lucido e colme d'acqua, riempite alla fonte, all'unica fontana che c'era in paese, giù nella parte bassa dove c'erano i lavatoi.

Anche se Oreste dalla sua posizione non ne vide la faccia non ebbe dubbi; quella era la Lisena, nessuno in paese aveva capelli così rossi e ricci.

"Certo", pensò Oreste, "Che è cambiata un bel po'"

Lui, prima di partire la vedeva sempre seduta sui muretti a giocare , e spesso la bimba si recava in casa sua, andava da sua madre che faceva la  sarta per chiederle i "cencetti", piccoli ritagli di tessuto, per vestire la bambola.

La Lisena arrivata all'angolo della strada, davanti alla marginetta, con la mano libera si fece il segno di croce e scomparve dalla sua vista svoltando dietro l'alto muro in pietra.

Oreste sorrise e pensò :

" Chi sa se ancora dorme con quella brutta bambola di pezza piena di segatura e di rammendi?".