sabato 31 agosto 2013

Cos'è il cuore ?

Cos'è il cuore ce l'hanno spiegato i medici, tutti sanno che è un muscolo.
Se il tuo cuore verrà posto su una bilancia e non sarà leggero come una piuma non vivrai per l'eternità, questo sapevano gli antichi uomini.
So però , per esperienza, anche che il cuore  non solo è un muscolo capace di contrarsi ma che può impazzire ed anche spezzarsi per un grande dolore.
Ma allora cos'è il cuore ?    Per me è il punto dove anima e corpo s' incontrano.

un giocattolo a costo zero

 Visto che la piccola Maria ha una predilezione per i giochi che emettono suoni ed io avendo ieri terminato  un rotolone di carta per la cucina ho pensato di utilizzarlo per farne un gioco.
Ho fatto così : ho preso il tubo di cartone che stava al centro del rotolone l'ho chiuso dai due lati
con due tappi della stessa misura ( presi da vasetti in vetro che contenevano capperi ) dopo che all'interno avevo messo un pugno di granturco, ma va bene anche pasta fagioli o altro che abbiamo in casa. Ho incollato  tutto attorno e sui tappi striscioline di un quotidiano, facendone due strati usando colla fatta cuocendo due cucchiai di farina con un po' d'acqua . Una volta asciugato ho rivestito il tutto con carta di riviste colorate.


pulire mobili a costo molto basso

Una volta  in casa mia i vecchi e pochi mobili in massello di tanto n tanto si pulivano in questo modo:
si prendevano tre o quattro gherigli di noce, si schiacciavano bene e si mettevano all'interno di un vecchio calzino e con questo si sfregavano ben bene i mobili. Ancora io uso questo modo a basso costo e non inquinante.

giovedì 29 agosto 2013

la fede

Un giorno stavo parlando con un sacerdote di religione e lui tra le altre cose m' ha detto " vedi, la fede è come l'amore solo chi lo ha conosciuto sa cos'è mentre chi non l'ha mai provato non può capire ."

mercoledì 28 agosto 2013

7 novembre ( dal diario di A. )

A svegliarmi è stato il freddo della notte ed è il freddo che mi impedisce di riprender sonno.
Sento il cane di Oreste che abbaia, il suo abbaiare ormai non è più quello di un cane da guardia e nemmeno quello d'un cane che da strattoni alla catena che lo lega, non so più da quanto tempo, a quel bidone arrugginito che gli fa da cuccia. Forse pure lui ha freddo e uggiola sconsolato, incatenato al susseguirsi delle ore, degli anni tutti uguali, diversi per lui solo per il freddo e per il caldo a cui per sottrarsi l'estate scava una buca nel terreno polveroso.

le mie ricette: cozze ripiene

Io non sono brava a cucinare pesce , però questo piatto è riuscito bene visto che non è rimasto niente, perciò se qualcuno vuol provare ne scrivo la ricetta.

Ingredienti : 1 kg. e mezzo di cozze, 200 g. di mortadella di bologna tritata, circa 200 g. di pane leggermente bagnato e ben strizzato, 70 g. di formaggio grattugiato, 1 uovo, prezzemolo , 2 spicchi d'aglio tritati fini e poco sale.

Per il sugo in cui cuocerli : Soffriggere leggermente 1 spicchio d'aglio in un poco d'olio a cui aggiungiamo, dopo averli ben tritati, un peperoncino,5 o 6 semi di cumino e un cucchiaino di semi di finocchio selvatico e pomodori  pelati o  750 g. di polpa già pronta.

Il lavoro più noioso consiste nell'aprire le cozze , dopo averle aperte ( crude  ) si riempiono con gli ingredienti sopra indicati e ben mescolati.

 Man mano che le riempiamo si legano con un filo sottile di puro cotone bianco, non importa fare nodi si avvolge semplicemente intorno per 3 o 4 giri e poi si può togliere prima di portare in tavola.

Si mettono poi i molluschi a cuocere nel sugo appena questo bolle lasciando cuocere a fuoco basso per circa 20 minuti.

Con il sugo che rimane in pentola saltateci un po' di spaghetti così avrete il primo e il secondo.


Per il ripieno al posto della mortadella si può usare prosciutto cotto o petto di pollo prima saltato in padella e poi tritato fine.








lunedì 26 agosto 2013

un diario ritrovato


                                                        il diario dell' Argia
                                

sabato 24 agosto 2013

le mie ricette: la giardiniera

è questa una vecchia ricetta che veniva fatta molti anni fa da una persona scomparsa ancor prima ch'io nascessi e veniva venduta sfusa nel suo piccolo negozio di alimentari. Ricetta di cui era molto gelosa e non dava a nessuno.


Gli ingredienti che vado a scrivere sono un po' abbondanti , magari chi la fa per la prima volta meglio provare con metà dose. Io do la ricetta originale come me l'hanno data.  L' ho fatta più volte ed è sempre ben riuscita senza problemi.

                                                                  giardiniera




Ingredienti : 2 litri d'aceto, 1 mezzo litro d'acqua, 300 gr. d'olio, 2 etti di zucchero, 3 cucchiai di sale grosso, 3 noci moscate e 10 chiodi di garofano, questi sono gli ingredienti che vanno messi a fuoco tutti assieme in una pentola capiente.

Per le verdure : 1 chilo di cipolline , un chilo di peperoni rossi e gialli, 4 etti di fagiolini verdi, 4 etti di sedano,  4 etti di carote, 4 etti di cavolfiore.
Si lavano le verdure e si tagliano a pezzetti mettendole in recipienti separati.

Quando il liquido con gli altri ingredienti raggiunge il bollore si buttano i fagiolini, appena riprende a bollire si buttano carote e sedano, ancora si lascia alzare il bollore e si aggiungono le cipolline e il cavolfiore e per ultimi i peperoni un secondo di bollitura e si spegne il fuoco.

E importante buttare nel liquido le verdure secondo l'ordine che ho scritto , in questo modo si ottiene una giardiniera croccante ma non dura.

Quando il tutto è freddo si mette in vasi di vetro.








giovedì 22 agosto 2013

è cambiato il mio amore


E cambiato il mio amore
che veleggiava
come i bucati sul poggio.
è cambiato il mio amore
che correva su arsi sentieri
dove si sfalda la pietra
che volge al mare
ed ha colori di celo.
Ma tu eri carne
eri parola.
Eri un uomo!
Ed io amavo un sogno.

martedì 20 agosto 2013

Dipinti di casa mia




                                        

                                         angolo n. 5

domenica 18 agosto 2013

9 marzo dal diario di Argia

9  Marzo

Questa sera, sera di vento e pioggia inizio a scrivere su queste pagine, scrivo perché non ho nessuno con cui parlare.

 Parlare davvero intendo, di quello che è il mio sentire e non le cose di tutti i giorni.

Da poco ho perso in modo irrimediabile la mia amica ed ora ne sento una struggente nostalgia.

vorrei avere una fede ferma ma non ce l'ho e talvolta mi guardo attorno e mi chiedo :

 " dove sei ? " Qualcosa in me si rifiuta al pensiero che tutto sia perso.

sabato 17 agosto 2013

patate nere

    
              In primavera mi hanno regalato alcune patate da seme, patate nere, una vecchia varietà che veniva seminata in montagna .Hanno prodotto parecchi tuberi ma di taglia piccola, mi sono accorta che friggendole assorbono meno olio.

venerdì 16 agosto 2013

dal diario dell'Argia 10 ottobre

10  ottobre

Questi piccoli animali che ci vivono vicino, si scaldano al nostro focolare, ci salgono sulle ginocchia e passeggiano sui muretti del paese in realtà sono degli sconosciuti, noi possiamo conoscere soltanto le loro abitudini.
Ieri mattina passando vicino al cimitero vedo sopra il muretto che lo recinta un bel gatto rosso erano diversi giorni che al mattino lo vedevo li sdraiato.  Pensavo che fosse un gatto del prete che abita nella canonica vicino al cimitero e invece m' hanno detto che è il gatto di Angiolo il quale è sepolto da una settimana proprio vicino al muretto dove in questi giorni ho visto il suo gatto.
La stessa cosa accadde quando morì mio nonno ed anche lui viveva da solo con il suo gatto lo portavano a casa e lui di nuovo tornava al cimitero finché un giorno non s'è più trovato. Come possono sapere, cos'è che li guida?
Quand'ero piccola e il prete per la benedizione pasquale girava le stanze una ad una e nelle case non c'era bicchiere, piatto o angolo della casa che non fosse lavato , chiese il parroco a mia madre uno dei due gattini che aveva visto nella cucina.
Erano due fratelli, uno rosso e uno grigio, mia madre mi convinse a darlo via dicendomi che il prete l'avrebbe tenuto bene e poi di gatti ne avevo diversi.
Dopo due giorni la sorella del parroco venne a chiederci se per caso il gattino fosse ritornato a casa nostra perché l'avevano cercato a lungo senza trovarlo. Il gattino rosso dato al prete era scomparso e non fu più trovato mentre dal giorno dopo la separazione quello rimasto a noi smise di mangiare e non ci fu verso, si lasciò morire di fame.

la scatola delle ricette

Questa mattina stavo mettendo ordine nella mia scatola delle ricette ed ho trovato una vecchia ricetta di quella che veniva chiamata " la saporita".
Ancor prima che io nascessi in paese c'era un negozietto la cui proprietaria  preparava una specie di giardiniera in agrodolce della quale non voleva dare la ricetta a nessuno. Lei la teneva in vasi di terracotta e la vendeva a peso.
Qualche anno fa io ho avuto questa ricetta dalla figlia già ottantenne.
Quando si compera la giardiniera di solito ci ritroviamo alla fine con delle rape inzuppate d'aceto e delle carote dure che nessuno mangia, ma questa ricetta è un bel misto di verdure bello a vedersi e che ben si presta ad accompagnare le carni bollite.
Aspetto ancora qualche giorno, perché maturino i peperoni e poi la preparo e metterò ricetta e foto.
Voglio condividere le mie ricette perché mi dispiace che un giorno vadano perdute, quelle che pubblico sono quasi tutte vecchie  ricette facili a farsi ed adatte per chi come me cucina per la famiglia.


martedì 13 agosto 2013

autoinvito

Qualcuno stamani si è autoinvitato per il 15 agosto per venire a casa mia a mangiare i tortelli.
Con questo caldo avevo in programma un altro menù ma va bene così.
Domani inizio a preparare il sugo e domani l'alto la mattina preparo i tortelli, di secondo farò piccole cose tanto dopo un abbondante primo del genere si potrebbe passare alla frutta, ma un dolce fatto in casa non può mancare.

lunedì 12 agosto 2013

i miei racconti: giorno della memoria. S. Anna di Stazzema



Oggi 12 agosto è un giorno in cui bisogna ricordare e tramandare ciò che accadde di terribile nel paese di S. Anna di Stazzema perché non venga dimenticato. ( chi non conosce l'accaduto può cercare in internet ). Ma sono convinta che l'uomo non cambia continuerà sempre a commettere crimini tremendi.
Diceva mio padre che in guerra la maggior parte degli uomini divengono peggio delle bestie.
Dentro ogni tragedia ci sono tante storie personali.
Mia suocera con i suoi familiari scampò alla strage per puro caso. Allora era una giovane sposa con il marito in guerra e con il suo primo figlio , allora piccolo, una sorellina di circa tredici anni ed i suoi suoceri stavano spostandosi da un paese all'altro. In quei giorni si trovavano a Farnocchia quando cominciò a girare la voce che il paese non era più sicuro e si consigliava alla gente di recarsi a  S. Anna. Così anche loro s'incamminarono.   Erano stanchi e cominciava a farsi buio quando nel bosco che stavano attraversando videro una casupola, nell'interno c'era legna e un cumolo di foglie
secche, così si fermarono lì per passarvi la notte ed al mattino proseguire per S. Anna .
Ma al mattino quando erano pronti a riprendere il cammino, dal paese che era poco distante giungevano  gli spari e il suocero che aveva combattuto nella prima guerra mondiale fu il primo a capire che qualcosa di terribile stava accadendo e fece chiudere tutti all'interno della casupola nel bosco da cui uscirono dopo molte ore. E solo quando giunsero nei paesi che stavano giù in basso , un po' da uno un po' dall' altro' appresero le prime notizie dell' accaduto.

le mie ricette: liquore al cioccolato

 Ingredienti : 1 litro di latte, 200 gr. di cacao amaro, 100 gr. di cioccolato extra fondente ( 70 per cento ) , 150 gr. di panna , 750 grammi di zucchero, 300 gr. di alcool
Stiepidire il latte, in una ciotola mischiare cacao e zucchero aggiungendovi poi un po' per volta tutto il latte tiepido e mettere il composto ottenuto sul fuoco, portare ad ebollizione sempre mischiando e lasciar bollire 2 minuti. Mettere  in un altro recipiente la panna e portare ad ebollizione, togliere subito  dal fuoco e lasciarvi sciogliere dentro il cioccolato spezzettato,  ed aggiungere al composto preparato prima ed ancora caldo. Mischiare bene il tutto e lasciar raffreddare  poi aggiungevi l'alcool
ancora una bella mischiata e imbottigliare.
Con queste dosi si avrà un liquore ben cremoso chi lo vuole più liquido può aggiungere più latte, si può aggiungere anche un pizzico di vaniglia ma io quando uso cacao e cioccolato di buona qualità non aggiungo altri aromi.
Non essendo molto alcolico, io  con questo caldo lo conservo in frigorifero ,la parte più densa può separarsi dall' alcool perciò prima di servire è meglio scuotere un poco la bottiglia tenendola capovolta.



sabato 10 agosto 2013

dal mio orto: i miei collaboratori

quando la terra non è inquinata con pesticidi è affollata da insetti impollinatori.
Bisogna che faccio molta attenzione alle api quando al mattino raccolgo i fiori di zucca perché non c'è fiore al cui interno non ci sia una o più api.










 Foto dal mio orto

il mio orto



venerdì 9 agosto 2013

dal diario dell'Argia ( 9 settembre )




La montagna s'è fatta cupa e scrosci di pioggia si sono riversati nei suoi canaloni scorrendo nelle pietraie e poi giù in basso nella selva.

 Poi è arrivato il vento del nord ed ha liberato dalle nubi i suoi canaloni e le ha spinte su verso la vetta e le ha disperse su altre montagne, su altre pianure.

 La montagna s'è fatta cristallina nell' aria tersa , s'è fatta canora nel vento.
 Anch'io vorrei esser lassù anziché qui a rammendar calzini , lassù dove il tempo scorre senza la fretta dei miei giorni e la selva lucidata nei suoi colori autunnali svela nell'aria tutti i suoi aromi segreti.

domenica 4 agosto 2013

i miei racconti: anche questo fu amore





Per lei era bello, bello come l'angelo di marmo che stava in chiesa a fianco dell' altare ma Ada pensava che in lei era entrato il demonio. Sentiva palpiti e turbamenti del proprio corpo che fino allora le erano sconosciuti , che altro poteva essere se non il demonio che un giorno sarebbe uscito squarciandole il ventre?  Non andava più a comunicarsi, pensava che se l'avesse fatto una serpe sarebbe uscita dal calice per strangolarla oppure dalla sua bocca, se fosse andata in chiesa, potevano uscire imprecazioni. Queste ed altre cose terribili le aveva sentite raccontare dalle suore quando andava al catechismo.
La notte i demoni popolavano i suoi sogni ed ogni volta Ada aveva paura ad aprire gli occhi.
Stava dimagrendo ed aveva perso il suo colorito sano, di ragazza di campagna, sua madre pensava che la figlia si stava avvicinando all'età dello sviluppo anche se a ben guardarla Ada aveva ancora l'aspetto di una bimba. Ogni volta che qualcuno del paese scendeva a valle la mamma, con sacrificio, si faceva comperare un pezzetto di carne per la figlia ; purché non si ammalasse.
La mattina Ada usciva dalla casa e dal paese avviandosi sul sentiero, che attraversa la selva e i campi, per raggiungere la stalla dove c'era la mucca. Lei si chiudeva nella stalla e guardava attraverso i buchi della porta che s' erano formati dove il legno aveva perso i nodi. Teneva lo sguardo fisso al sentiero per vedere Renzo.
Renzo arrivava dal paese vicino e quando tardava lei andava a guardare dalla  piccola finestra che stava all'altro lato della stalla. Guardava giù, in basso, verso il piccolo cimitero dove si scorge la strada che arriva dall'altro paese, dove lui abitava, per poi congiungersi al sentiero che lei aveva percorso. Renzo, in quei giorni veniva a lavorare il terreno che confinava con quello di Ada e i due poderi erano divisi da uno stretto viottolo.
Quando lui stava lavorando lei andava prender erba o verdura nel suo campo ma non passava nel viottolo, vicino a lui che stava zappando, non voleva che le parlasse, voleva solo guardarlo perché un uomo bello così pensava che lei non l'aveva mai visto e voleva che anche lui la guardasse e la vedesse bella.
Ma lei come poteva esser bella, pensava l'Ada, con quegli zoccoletti e i calzini di grossa lana che le facevano prudere i piedi e con quella maglia fatta della stessa lana grigia che le pizzicava il collo.
Renzo in quei giorni aveva altre cose in testa che far caso a quella bimba che faceva avanti e indietro per i campi.
Lui al mattino presto come primo lavoro faceva uscire le capre dalla stalla vicino al paese e le accompagnava giù fino al fiume e dopo averlo attraversato faceva risalire il branco su per i boschi nell'altra sponda dove alla sera andava a riprenderle.
Guardava Renzo nel branco le molte capre gravide e pensava come tra poco i salti e i belati dei nuovi nati avrebbero dato più vita al branco, anche le anatre s'erano fatte il nido nel fienile e stavano covando. Ma lui e sua moglie non riuscivano ad avere un figlio.
All'inizio del loro matrimonio ogni mese speravano ma ora cominciavano a pensare che quel figlio non sarebbe mai venuto.
E poi c'era sua moglie, il cui carattere si stava inasprendo sia per quel figlio che non arrivava, sia per i parenti di lui che ad ogni occasione la pungevano come serpi velenose e nemmeno in paese erano clementi con una donna che non aveva figli.
Renzo stesso che pur amandola pensava che ancor più l'avrebbe amata vedendola co un figlio al seno.
Ada  aperse l'armadio che stava in camera dei genitori ed accarezzò un vestito di sua madre, era di tessuto leggero, azzurro a fiori che la madre s'era fatta cucire dalla sarta del paese quando s'era sposata sua sorella e poi non aveva più avuto occasioni per metterlo.
Portò il vestito in camera sua poi con spille da balia e lunghi punti all'interno lungo le cuciture dei fianchi l' accorciò e restrinse come meglio poté. Era un lavoro facile da disfare senza che la madre se ne accorgesse. Ada indossò il vestito davanti allo specchio; si, era soddisfatta ora si sentiva bella.
Prese un sacchetto di tela , vi mise dento l' abito e lo nascose in camera sua .
Quando il mattino dopo i genitori di Ada andarono, per la semina delle patate, ai terreni che si trovano in alto lontani dalla stalla, lassù vicini ai boschi, Lei usci di casa con il suo sacchetto di tela, appena arrivò alla stalla vi si chiuse ed indossò il vestito e quando vide Renzo che stava zappando nel proprio campo lei uscì nell'aria fredda con quell'abito leggero, s'era tolta pure i calzini di lana ; ai piedi aveva solo i suoi zoccoletti di legno.
Purché lui la guardasse, si diceva Ada, e la vedesse bella, bella come  la sorpresa di un fiore colorato che è sbocciato tra l'erba seccata dal freddo ed è bello a vedersi-
Per giustificare la sua presenza, la ragazzina andò nel proprio campo a raccogliere foglie di cavolo.
S' accorse che Renzo, dritto in piedi appoggiandosi con tutte e due le mani al manico della vanga, la stava guardando e lei si sentiva felice.
Renzo guardava quella bimba e si chiedeva cosa le stava passando per la testa, lo sapeva che talvolta le ragazze a quell'età facevano cose strane. Ricordava che anni addietro quando lui era ancora un ragazzino, le sue sorelle s'erano fatte strane, non volevano più giocare con lui e lo cacciavano spesso dalla propria camera. Un giorno suo padre l'aveva trovato che stava piangendo e dando calci alla porta chiusa che le sorelle non volevano aprirgli allora lo fece sedere con lui in cucina e gli spiegò perché  le donne a quell'età sono un po' strane e meglio era per lui girargli al largo.
Quando Ada rientrò nella stalla il contrasto tra la bassa temperatura esterna e il caldo dell'interno la fece rabbrividire. Staccò da un chiodo nel muro i suoi panni e li pose sulla mangiatoia per cambiarsi.
Ada aggrappandosi alla sua fantasia non ancora spoglia dei giochi infantili pensò che lei se avesse avuto un figlio lo avrebbe regalato a Renzo, anche lei sapeva, come tutti di quel suo desiderio. Pensava di potergli regalare un bimbo allo stesso modo con cui l'anno scorso per Natale aveva regalato alla cuginetta la sua vecchia bambola a cui la mamma aveva cucito un nuovo vestito.
S'era tolta il vestito della madre ed aveva indossato la sottoveste di tela bianca quando la mucca le passò su di un braccio nudo la lingua rasposa e Ada pensò che non poteva regalargli un bimbo perché lei non sapeva come fare per averne uno.
La mattina dopo il celo era sereno e l'aria fredda scendeva giù dai monti e nemmeno il sole della mattina era riuscito a sciogliere la brina che la notte s'era formata nella campagna.
Ada uscì dì nuovo nei campi con il suo leggero vestito a fiori e Renzo guardandola pensò che quella ragazzetta stava esagerando e forse era meglio che lui avvertisse i genitori di lei che di certo non sapevano niente. Ma erano cose che lui non avrebbe saputo come dirle, forse  pensò  era meglio prima di parlare consigliarsi con sua moglie.
Ma non fu necessario perché il mattino dopo Ada non andò ad aggirarsi tra i campi-
La sera era scossa da una forte tosse e nella notte sopraggiunse una febbre alta che oltrepassò i quaranta gradi. Il medico che al mattino arrivò dalla valle dove il padre di Ada era andato a chiamarlo la visitò a lungo, scrupolosamente ed in silenzio.
Poi quando fu nell'altra stanza, mentre la mamma della bimba reggeva l' asciugamano e la zia gli versava l'acqua sulle mani il dottore disse che si trattava di polmonite fulminante e la cosa era resa grave dalla debolezza fisica della ragazza, meglio era che qualcuno scendesse subito a valle con lui per prendere le medicine.
Ma Ada non ce la fece, se n' era andata come uno di quegli esili fiori che talvolta anticipando la primavera sbocciano tra l'erba secca ma basta un po' di brina notturna o un po' di vento freddo ed al mattino li troviamo ripiegati su se stessi.
Renzo con la moglie andarono in visita alla famiglia della ragazza, fuori nella piazza lastricata in pietra, stavano silenziosi gli uomini e da li si sentivano le voci delle donne che all'interno della casa stavano pregando.
Passarono attraverso la grande cucina dove regnava una pulizia fredda e sgombra come mai ed entrarono in quella che per un giorno ancora era la camera di Ada.
Candido era il letto e candido era il vestito della sua prima comunione che le avevano messo, era solo bastato allungarlo, tanto s'era fatta magra Ada.
La moglie di Renzo s'era seduta su una delle sedie che le vicine avevano portato in quella casa. Lui guardava la bimba; sapeva come s'era presa quella polmonite, ma parlarne ora non serviva più a nessuno ed anche lui si unì alle preghiere delle donne.
Quasi un anno dopo la scomparsa della piccola, quando ormai aveva perso le speranze Renzo divenne padre d'una bambina e le mise nome Ada.




venerdì 2 agosto 2013

il dolore dell'uomo



Dove finisce o madre, tutto il dolore dell' uomo, l'innocenza violata e quella mai nata ? "


" Forse c'è un giardino di cristallo dove ogni lacrima e goccia di sangue non va persa ma fa sbocciare nuovi fiori e quando una corolla si schiude l'universo rabbrividisce.

E ci sarà un giorno in cui quel giardino percorso da un forte vento farà tanto rumore che si frantumeranno le coscienze distratte e la cecità dell'uomo, e mai più nessuno violerà un essere vivente."

giovedì 1 agosto 2013

Il companatico


lo sapete qual' è il miglior companatico con cui mangiare il pane?

è la fame