venerdì 28 novembre 2014

le mie ricette: schiacciata con uva fragola

Ecco un dolce senza uova ne burro.



L'uva fragola è molto profumata e cresce bene senza alcun trattamento chimico.

Una volta dalle mie parti se ne coltivava molta per farne vino; il fragolino.

Non era un vino di pregio e si usava berlo sopratutto l'estate.

Ricordo d'aver visto vecchie viti che avevano fusti con la circonferenza molto grossa ed una sola pianta spesso formava un bel pergolato.


                                     schiacciata con l'uva fragola  


                                            



Questo è un dolce molto semplice che si compone di pochi ingredienti:

pasta lievitata per focacce,
uva fragola
 e zucchero.



Si stende la pasta lievitata come per fare una pizza,sopra vi si  
dispongono i chicchi d'uva e si spolverano con abbondante zucchero.




S'inumidiscono i bordi della pasta con acqua e si ricopre con un altro disco.



Si ricopre il secondo disco con uva e zucchero e s'inforna.



giovedì 27 novembre 2014

le mie ricette: patate raccomodate

Questo oggi può essere una ricetta per recuperare il bollito,ma le sue origini un tempo erano diverse.

Quelle poche volte che si acquistava la carne se ne comperava poca, così dopo averci fatto il brodo si usava il bollito per farci il secondo ed in questo modo tutti potevano mangiarne una piccola porzione.


                                      patate raccomodate

                           



Per fare questa ricetta occorrono:

patate,
bollito,
cipolla,
passata di pomodoro,
olive,
olio,
salvia,
rosmarino,
pepe e sale.

Si fa soffriggere in una casseruola la cipolla tagliata fine e poi si aggiungono le patate tagliate a pezzetti,la passata di pomodoro,il bollito ripulito dalle parti grasse e tagliato, le olive,il rametto di rosmarino, sale, pepe e si versa acqua fino a ricoprire a filo le patate.

Si cuoce a fuoco molto basso e rigirando poche volte.

diversi : diversi nell'anima

Sapessero, coloro che oggi m'invidiano, quali rovi porto aggrappati all'anima!
Hanno radici così tenaci e profonde che  nonostante il tempo non posso sradicare perché poste da chi più ho amato.
Ed ancora stillano sangue vivo.



(da un diario ritrovato)



mercoledì 26 novembre 2014

le persone miti sono forti

Sono spesso, le persone miti e generose, considerate da alcuni, persone deboli.
Ma non lo sono, il giorno che chiudono una porta sarà inutile usare minacce o ricatti perché non torneranno indietro sulle decisioni prese, saranno arrivate a questo dopo lunghe e  sofferte sopportazioni e non ad impulsi passeggeri.

martedì 25 novembre 2014

le mie ricette: biscotti con mandorle e canditi


Questi sono i miei biscotti appena sfornati.

Biscotti dal cuore tenero.



Ho provato a fare questi teneri biscotti il cui sapore è simile ai ricciarelli per vedere come venivano, per poterli fare nuovamente e regalarli a Natale.

                                                             Ingredienti:

                                                             150 g. farina di mandorle,
                                                             120 g. zucchero,
                                                             70 g. canditi, (arancio)                        
                                                              2 albumi,
                                                              1 cucchiaio maizena,
                                                              zucchero a velo.


Si mischiano gli albumi con la farina di mandorle e lo zucchero, poi vi si aggiunge la maizena ed i canditi tritati finemente.

Si lascia riposare l'impasto per un giorno, poi si formano delle polpettine grosse quanto una piccola noce che vanno rotolate nello zucchero a velo.

Si mettono i biscotti in una teglia su carta da forno un poco distanti gli uni dagli altri.

Vanno cotti in forno a circa 170 gradi ed appena la superficie inizia a prendere colore sono pronti.

Se chiusi in scatole si conservano anche per venti giorni.

                         


lunedì 24 novembre 2014

i miei racconti: un piccolo negozio

Erano i primi anni sessanta, in un paesino dell'alta Versilia c'era un piccolo negozio che vendeva di tutto, c'era un mobile con il davanti dei cassetti in vetro dove si poteva vedere la pasta e il riso che vi stava all'interno. Pasta che come lo zucchero veniva venduta sfusa e guai a chi si azzardava a toccarla; solo la bottegaia, donna dai fianchi e dal seno prosperosi, la prendeva a mani nude.
Stavano appesi alle travi salami, salsicce e grossi baccalà. C'era di tutto dal cibo per i polli al D.D.T. che veniva venduto sfuso, era tenuto in un piccolo fusto con un rubinetto e quando la bottegaia riempiva la bottiglia,  che le persone s'erano portate da casa, capitava che il liquido traboccasse e finisse sulle mani della donna e sul pavimento vicino alle cassette di frutta. Nessuno si preoccupava più di tanto: il D.D.T. era considerato un prodotto "miracoloso".
E poi c'erano fili, pizzi, aghi, quaderni con le copertine nere ed i pennini con cui si scriveva intingendoli nell'inchiostro del calamaio.
E tutto stava in un'unica stanza.
Da tanti anni il negozio aveva funzionato allo stesso modo finché arrivò la novità; fu acquistato un frigorifero, o meglio "il frigorifero"poiché per qualche anno fu l'unico del paese.
Era un piccolo frigo che permise di vendere cose diverse dai prodotti locali.
E tutto in quegli anni iniziò a cambiare.

domenica 23 novembre 2014

le mie ricette: tortino di pesce e patate

è questo un piatto assai economico e di buona riuscita.



Ingredienti:

1 kg. di patate,
600 g. filetti di pesce,
400 g. alici,
1 bicchiere di latte,
1 uovo,
un poco di pangrattato,
2 cucchiai di farina,
olio extravergine,
2 spicchi d'aglio,
prezzemolo.


Si lessano le patate dopo averle sbucciate e tagliate a pezzetti.

Si schiacciano bene le patate ancora calde, vi si aggiunge un bicchiere di latte, l'uovo, l'aglio tritato fine ed il prezzemolo aggiustando di sale.





Con la metà del composto di patate si ricopre il fondo di una teglia unta con olio e spolverata con pangrattato.

Vi si stendono sopra i filetti di pesce e si ricopre con l'altra metà con la purea di patate.

Sopra si mettono alici prive della lisca e passate nel pangrattato misto a farina.

Si versa sopra un filo di buon olio e si cuoce in forno a 180 gradi.


Io  per l'interno del tortino ho usato filetti di nasello scongelati ma vanno bene anche altri tipi di pesce.


Ritengo ben riuscita una ricetta quando in tavola non avanza niente.


sabato 22 novembre 2014

Le mie ricette: una semplice ma buona torta di mele

Anni fa c'era un cuoco che l'estate lavorava a Forte dei Marmi e l'inverno a Firenze e quando era al Forte veniva a trovarmi.
Un giorno arrivò a casa mia mentre stavo facendo una torta di mele e mi disse che c'era un modo molto semplice per farla.

Io come m'aveva consigliato lui la faccio senza pesare, l'importante è che il peso dello zucchero sia inferiore a quello della farina.

Comunque se a qualcuno piace di provarla, oggi facendola ho pesato gli ingredienti, così sarà più facile.


                                                                 


ingredienti:

350 g. farina,
250 zucchero,
100 g. burro,
2 uova, 
4 - 5 mele,
100 g. uvetta,
100 g. latte,
1 arancia biologica,
10 g. lievito per dolci.


Si sbattono  le uova con lo zucchero, la buccia dell'arancio grattugiata ( solo la parte esterna) ed il burro sciolto a bagnomaria, vi si aggiunge la farina ed il latte a cui s'è mischiato il lievito.

All'impasto ottenuto si aggiungono le mele tagliate a fettine e l'uvetta ammollata in acqua tiepida. 

Si versa in una teglia imburrata e spolverata con farina per poi cuocere in forno a 180 gradi.



mercoledì 19 novembre 2014

dolcetti con crema di cioccolato



                                                                                 ingredienti:
                                                                                   250 g. farina,
                                                                                   180 g. zucchero,
                                                                                   70 g. burro,
                                                                                   1 uovo,
                                                                                    80 g. latte,
                                                                                    1 arancio,
                                                                                     metà bustina lievito per dolci.


Si sbatte l'uovo con lo zucchero, vi si aggiunge il burro sciolto a bagnomaria, si mischia e si aggiunge il latte in cui avremo mischiato il lievito per dolci, si aggiunge la farina e si versa un poco del composto .

Al centro dell'impasto versato si mette un cucchiaino di crema pasticcera al cioccolato che si va a ricoprire con un cucchiaio dell'impasto rimasto.





Si mette in forno a 180 gradi per circa 25 minuti.

martedì 18 novembre 2014

buona sera dall'alta Versilia

                                                   

Speriamo sia vero il detto:

"Rosso di sera l'indomani bel tempo si spera" 

voci nel silenzio

Quante voci porta con se il silenzio di questa notte, voci lontane perse nella polvere di giorni lontani.

lunedì 17 novembre 2014

pane col tramarino (rosmarino)

Questa è una vecchia ricetta toscana.

Quando si faceva il pane nei forni a legna si faceva qualche panino come questi per far contenti i bimbi.
Questa è la ricetta più semplice ma a volte se in casa c'erano delle noci , uva fragola secca o fichi, si arricchiva con essi l'impasto.

Una volta che era infornato tutto il pane,  i panini venivano messi a cuocere vicino alla bocca del forno, dove il calore è minore.


                                                                     




Bisogna scaldare in tre o quattro cucchiai d'olio un rametto di rosmarino e quando comincia a sfrigolare si toglie dal fuoco.

Si mette il lievito di birra in un poco d'acqua tiepida, si fa sciogliere e si comincia ad impastare aggiungendo farina ed altra acqua tiepida, si aggiunge il sale, l'olio freddo o tiepido in cui abbiamo scaldato il rosmarino, ed il resto della farina e si lavora bene l'impasto che deve avere una consistenza come il lobo dell'orecchio.

Si Lascia lievitare bene l'impasto e poi si formano i panini che andranno fatti lievitare tenendoli coperti con un panno di cotone.

Si mettono a cuocere ed a metà cottura si spennella la superficie con acqua inzuccherata per farli divenire lucidi.


                                                                       

domenica 16 novembre 2014

torta con ripieno di mele e marmellata

                                 Una torta di mele soffice e con un cuore di mele e marmellata


                                                                             


ingredienti:

350 farina,
180 g zucchero,
100 g. burro,
4 mele,
150 g. di marmellata.
2 uova,
1 limone,
100 g. di latte,
un mezzo bicchiere di liquore,
10 g lievito per dolci





Si sbattono le uova con lo zucchero e la buccia grattugiata del limone, naturalmente un limone non trattato, vi si unisce il burro sciolto a bagnomaria e sempre mischiando s'aggiunge il latte a cui s'è mischiata la polvere lievitante e la farina. 

Si versa un terzo dell'impasto sul fondo di una teglia imburrata, sull'impasto versato si dispongono le fette delle mele sbucciate facendo attenzione che non tocchino nella teglia.

Sopra le mele si distribuisce la marmellata e poi si ricopre il tutto versandoci sopra l'impasto rimasto.

Si fa cuocere il dolce in forno a 180 gradi per 35 minuti circa.

Una volta freddo si rovescia e si bagna con un poco di liquore, io ho usato il maraschino, volendo si spolvera la superficie con zucchero a velo.

sabato 15 novembre 2014

il metato


Questo è un vecchio metato che veniva usato da più generazioni fino alla metà degli anni sessanta.
è un metato piuttosto grosso in cui venivano essiccati circa novanta sacchi di castagne fresche.


                                                                       
 

I metati erano costruzioni a due piani, nel piano inferiore, di solito in terra battuta veniva acceso un fuoco per circa quaranta giorni. Vi si bruciavano grossi pezzi di legna (ciocchi) di castagno ricoperti con la buccia delle castagne secche dell'anno prima (la pula) che aveva lo scopo di soffocare parzialmente il fuoco e provocare parecchio fumo.

Tra un piano e l'altro c'erano due o tre travi su cui poggiavano tanti bastoni di legno di castagno ben dritti e vicini l'uno a l'altro (cannicci). Erano messi vicini quanto bastava a far passare il fumo ma non far cadere le castagne che vi stavano sopra.

Al piano superiore del metato, sul retro c'è una finestrella attraverso la quale venivano versate e poi stese le castagne sopra i cannicci.

Durante il periodo dell'affumicatura, ogni tanto le castagne venivano smosse con un rastrello e quando l'essiccazione era a buon punto con fieno o felci secche venivano chiuse le piccole finestrelle (Le buchette).

Quando le castagne erano pronte per farne farina, veniva ben pulito il pavimento e veniva allargato qualche "canniccio" attraverso quelle aperture cadevano tutte le castagne secche.

venerdì 14 novembre 2014

fagioli all'uccelletto con polpettine

Una vecchia ricetta della cucina toscana:

                                       Fagioli all'uccelletto con polpettine di carne

                                                                           

Queste dosi possono servire per sei persone.

Ingredienti:
300 g. fagioli secchi,

500 g. carne di manzo macinata,
200 g. di mortadella di Bologna,
50 g. di grana,
1 spicchio 'aglio,
3 foglie di salvia,
olio,
pepe e sale.


Si lessano i fagioli (ammollati per 12 ore in acqua tiepida)  senza sale facendoli bollire a fuoco basso.

In una ciotola si mette la carne macinata, la mortadella tritata, il formaggio grattugiato, la maggiorana, pepe e sale e con le mani si mischia bene.

Con l'impasto ottenuto si formano delle polpettine grandi come una noce, si passano nella farina e si mettono in una padella, meglio se antiaderente, con un poco d'olio, si lasciano cuocere per qualche minuto e si mettono da parte.

In una casseruola si fa soffriggere nell'olio uno spicchio d'aglio, che poi toglieremo, e le foglie di salvia intere, vi si aggiungono i fagioli e la polpa di pomodoro facendo cuocere per una ventina di minuti.

S'aggiustano i fagioli con sale e pepe e si aggiungono le polpettine lasciando cuocere ancora per una decina di minuti. 





giovedì 13 novembre 2014

i miei cavoli

Causa le abbondanti e frequenti piogge il mio orto è messo male.

Ma a questi cavoli neri la stagione sembra andata bene.

                                                             


Questi cavoli neri sono una varietà molto vecchia, ogni anno devo stare attenta a raccoglierne i semi perché non saprei dove trovarne di uguali. Come tutti i cavoli neri per dare il meglio hanno bisogno di "sentire" il freddo, le prime brinate che li rendono più teneri. 

boschi delle Apuane

dopo tanti giorni di pioggia una passeggiata tra i boschi è quello che ci voleva











martedì 11 novembre 2014

i miei racconti: 4 novembre (2

Era un corpo riverso a terra, aveva dei capelli biondi, quasi bianchi, di simili li aveva visti solo a suo fratello quando era piccolino e facendolo salire sulle spalle lo portava in giro per le strade del paese.

Non seppe mai spiegare a se stesso cosa l'avesse spinto, forse la speranza che fosse ancora vivo, l'aveva girato su se stesso.

Ora che era cresciuto, suo fratello aveva i capelli più scuri ma chi sa perché quel ragazzo che veniva da un paese lontano e con una divisa diversa gli somigliava così?

Gli occhi spalancati erano due pezzi di porcellana azzurra, non riflettevano né rabbia né dolore ma il nulla.
 E lui nel nulla avrebbe voluto sparire.

Pensò che stava impazzendo, che tutti gli uomini erano impazziti.

Ritornato a casa avrebbe voluto gridare a tutti l'orrore che aveva visto ma sapeva che non c'erano parole, la sua mente non era in grado di riordinare in pensieri, in parole quell'inutile orrore.

Ma il nulla che aveva visto in quegli occhi non l'avrebbe più abbandonato.

Solo quando andava a sedersi su quelle rocce e guardava il familiare abbraccio di monti che lo circondava sentiva quietarsi la sua mente.

Perché quelle cime,come cattedrali di roccia, così come lui le aveva sempre viste, avrebbero continuato ad essere immutate al di la della sua vita e d'ogni monumento, al di la dell'umana follia.

domenica 9 novembre 2014

i miei racconti: il 4 novembre (1)

Dal paese folate di musica giungevano fin lassù dove quell'uomo dai tormentati pensieri era andato a sedersi.
Era il quattro novembre ed in paese sfilava il corteo portando la corona d'alloro.

I suoi compagni di cava erano tutti presenti. Arrivati in piazza, davanti alla lapide,quando la banda avesse  terminato la canzone del Piave, i bimbi della scuola avrebbero cantato e recitato in memoria dei caduti della prima guerra mondiale.

Dario era andato a sedersi lassù, in montagna,su quelle rocce.

Lui non sarebbe mai più andato la dove si ricordava una guerra, persa o vinta che fosse.

Un giorno era partito pieno d'entusiasmo; era bello andare a combattere per il proprio paese, pensava.
Sentiva ancora nelle carni il tenero abbraccio della nonna che salutandola, lui simile ad un giovane gigante, l'aveva alzata da terra e se l'era sentita sul petto magra ed ossuta come se avesse abbracciato una fascina di legna secca.

In quel tempo, la nonna e suo fratello erano ciò che rimaneva della sua famiglia. Non sapeva che era l'ultima volta che la vedeva e non era la sola, che in paese al suo ritorno non avrebbe più trovato.

A scuola gli avevano insegnato che è bello e giusto morire per difendere la patria.

Ma quelli, che giù in paese, quel giorno portavano corona e bandiere, sapevano!

Loro che avevano fatto l'altra guerra perché avevano taciuto il freddo, la fame e la cancrena?!

E spesso, quanto era lungo e difficile morire, perché non avevano mai raccontato ai giovani l'orrore della guerra?
Ma quegli occhi no, quegli occhi non avrebbe mai voluto averli visti!.......


( continua)