lunedì 25 novembre 2013

i miei racconti: sulla via dei cavatori



Il lavoro su in cava era terminato e nel pomeriggio gli uomini facevano ritorno verso casa.
Lungo la strada si divertivano a punzecchiare con battute pesanti un ragazzetto che da pochi giorni lavorava con loro alle Cervaiole. Solo il padre del giovane stava zitto, sorridendo soddisfatto di come il suo ragazzo rispondeva; con rispetto ed astuzia. Non metteva alcuna parola in difesa del figlio; per tutti loro era iniziata così.
Arrivati al bivio, i cavatori, si divisero in due gruppi per dirigersi verso i rispettivi paesi.
Lorenzo, dopo aver percorso un tratto di strada con i paesani li salutò con un cenno e prese un sentiero che s'incrocia alla mulattiera dirigendosi verso un altro colle.
Andava in cerca del branco di capre che vi aveva lasciato al mattino, per ricondurle alla stalla che si trovava poco distante dal paese.
Vide da lontano una bimba che dopo aver buttato a terra il fascio di legna che portava s'era messa a correre, senza fare attenzione a dove posava i piedi.
Lorenzo la guardò con preoccupazione; doveva fermare quella corsa perché più avanti, nel tratto che lui aveva appena attraversato, il sentiero uscendo dal bosco, è intagliato nelle alte rocce e bisogna procedere con cautela poiché una caduta da quei precipizi sarebbe fatale a chiunque.
Nella ragazzina che gli si stava avvicinando sul sentiero riconobbe la Ida, figlia di un suo paesano e compagno di cava.
La bimba non l'aveva visto e praticamente gli andò a sbattere contro, lo guardò per un attimo ed avendolo riconosciuto gli s'aggrappò al collo piangendo, spaventata.
"Cos'è accaduto, perché hai paura" Le chiese. Solo dopo un po', mentre era ancora scossa dai singhiozzi riuscì a dirgli " Mi fanno sempre portare dei carichi pesanti, mi dev'esser scoppiato qualcosa dentro; perdo sangue".
Lorenzo era un uomo di trentasei anni, uomo dalla battuta facile mentre ora, avendo capito di cosa si trattava, non sapeva cosa dire, ma doveva rassicurarla.
Lui che era sposato, senza figli in quel momento si sentì padre; e del padre conobbe tutta la tenerezza, la voglia di proteggere e l'imbarazzo che ha un uomo davanti ad una bimba che si fa donna.
" non darti pensiero" Le disse ." non lo dire a chi incontri, va a casa dalla mamma che lei ti spiega tutto, e mi raccomando non correre".
Senza aggiungere altro, Lorenzo le mise in mano  il fazzoletto che s'era tolto di tasca, fazzoletto con cui s'era per tutto il giorno, mentre stava lavorando, asciugato il sudore dal viso.
Senza dirsi altro proseguirono sullo stesso sentiero ma in direzioni diverse.


     Da un mio racconto




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