sabato 19 aprile 2014
buona Pasqua
Porti a tutti noi, questo giorno e questa stagione la voglia e la capacità di rinnovarci interiormente.
stò preparando le torte di Pasqua
domani ho gente a pranzo perciò volendo fare un pranzo come da vecchia tradizione per far prima, cuocendo in un unica volta, le torte dolci e salate ho acceso il forno a legna. Anche perché ciò che viene cotto nel forno a legna guadagna in gusto e profumo.
questi sono i gusci delle uova che ho aperto per impastare le torte e ancora non ho finito.
questi sono i gusci delle uova che ho aperto per impastare le torte e ancora non ho finito.
quando saranno cotte metto le foto
venerdì 18 aprile 2014
i miei racconti: cos'è
Cos'è che mi spinge su questo sentiero dove l'unico disturbo all'ovattato silenzio dei muschi è il mio passo?
Lontana da ogni persona, nel silenzio quasi totale, raggiunta talvolta dai tocchi di una campana; una voce familiare come quella del rio che scendendo a valle s'incrocia al sentiero e scorrono limpide acque tra pietre coperte dai muschi dissetati.
Quando il sentiero s'intaglia nella roccia ed esce allo scoperto è ancora il mio passo che mette in fuga gli uccelli dal rami del mirto carichi di bacche.
Guardo giù in basso, verso il paese ed ogni volta provo stupore per l'altezza a cui mi trovo e per la strada che ho percorso, perché tanto breve m'è parso il tempo che ho impiegato.
Vedo in lontananza i campi, ormai quasi tutti abbandonati e mi chiedo quante volte una schiena stanca, curva sulla semina, s'è raddrizzata ed ha guardato su verso queste cime seguendole in altezza e con gli occhi tesi all'Infinito ha chiesto qualcosa per una nuova vita che deve venire o per una che s'è irrimediabilmente persa.
E qualcun altro in muta preghiera ha chiesto all'Infinito giustizia o vendetta per i torti avuti.
Sopra le rocce più alte, due falchi, non disturbati dalla mia presenza continuano i loro giochi col vento.
Qualcuno dice che non è ragionevole che io venga qui da sola, potrei cadere e non sarebbe facile trovarmi, eppure in nessun luogo mi sento sicura come qui. è come se altri passi discreti sospesi nell'aria e nel tempo seguissero i miei.
le mie ricette: torta di carciofi
Questa torta di carciofi è buona sia calda che fredda, giusta per le scampagnate di questo periodo.
Ho preso sei carciofi e dopo averli puliti e divisi in otto parti li ho fatti saltare in una padella on olio ed uno spicchio d'aglio.
Poi ho mischiato: bieta precedentemente lessata , i carciofi , maggiorana, un pugno di piselli, 3 uova, una bella tazza di besciamella vegetale, 100 g. di formaggio grana, sale ed un pizzico di noce moscata.
Ho messo il tutto in una teglia foderata con carta da forno, sulla superficie ho versato un filo d'olio ho aggiunto dei pomodorini ed ho cotto la tota di carciofi in forno per circa mezz'ora.
Ho preso sei carciofi e dopo averli puliti e divisi in otto parti li ho fatti saltare in una padella on olio ed uno spicchio d'aglio.
Poi ho mischiato: bieta precedentemente lessata , i carciofi , maggiorana, un pugno di piselli, 3 uova, una bella tazza di besciamella vegetale, 100 g. di formaggio grana, sale ed un pizzico di noce moscata.
Ho messo il tutto in una teglia foderata con carta da forno, sulla superficie ho versato un filo d'olio ho aggiunto dei pomodorini ed ho cotto la tota di carciofi in forno per circa mezz'ora.
giovedì 17 aprile 2014
le mie ricette: schiacciata di Pasqua
questa è una vecchia ricetta uscita dalla mia scatola
Per fare la schiacciata di Pasqua occorrono:
7 etti di farina, 3 etti e mezzo di zucchero, 4 uova,100 gr di uvetta, 50 gr pinoli, 170 gr di burro, buccia grattugiata d'arancia e di limone, un pizzico di semi d'anice, un bicchiere di latte, un pizzico di sale, 20 gr. lievito di birra, una bustina lievito per dolci e 3 cucchiai di rum o liquore a piacere.
Primo impasto
Con 3 etti di farina, un cucchiaino di zucchero ed un poco di latte tiepido in cui s'è sciolto il lievito di birra si fa un impasto morbido e si lascia lievitare bene.
Secondo impasto
Si sbattono le uova con lo zucchero, vi si aggiunge il burro sciolto, buccia d'arancia e rum.
Poi al primo impasto lievitato si aggiunge il latte rimasto e si mischia bene e si aggiunge il secondo
impasto ,s'amalgama il tutto e si aggiunge, farina, lievito, uvetta ammollata, anici e pinoli.
Si versa tutto l'impasto ottenuto in una grossa teglia per ciambelle imburrata ed infarinata e si mette in forno già caldo per circa 45 minuti.
Questa è una dose abbondante che si usava fare una volta quando le famiglie erano numerose.
Per fare la schiacciata di Pasqua occorrono:
7 etti di farina, 3 etti e mezzo di zucchero, 4 uova,100 gr di uvetta, 50 gr pinoli, 170 gr di burro, buccia grattugiata d'arancia e di limone, un pizzico di semi d'anice, un bicchiere di latte, un pizzico di sale, 20 gr. lievito di birra, una bustina lievito per dolci e 3 cucchiai di rum o liquore a piacere.
Primo impasto
Con 3 etti di farina, un cucchiaino di zucchero ed un poco di latte tiepido in cui s'è sciolto il lievito di birra si fa un impasto morbido e si lascia lievitare bene.
Secondo impasto
Si sbattono le uova con lo zucchero, vi si aggiunge il burro sciolto, buccia d'arancia e rum.
Poi al primo impasto lievitato si aggiunge il latte rimasto e si mischia bene e si aggiunge il secondo
impasto ,s'amalgama il tutto e si aggiunge, farina, lievito, uvetta ammollata, anici e pinoli.
Si versa tutto l'impasto ottenuto in una grossa teglia per ciambelle imburrata ed infarinata e si mette in forno già caldo per circa 45 minuti.
Questa è una dose abbondante che si usava fare una volta quando le famiglie erano numerose.
mercoledì 16 aprile 2014
i miei racconti: confessioni di Pasqua
Una volta durante la settimana che precede la pasqua, nella chiesa sulla collina, le donne potevano confessarsi fino al giovedì santo, gli uomini era meglio confessarli per ultimi, perché si sa, qualche moccolo poteva sfuggirgli anche il mattino di Pasqua, mentre stavano fuori, sul sagrato attendendo l'inizio della messa.
La Rosalba e la Maria erano a metà strada tra il paese e la chiesa, affrontavano la salita con calma e chiacchierando quando sopraggiunse l'Argia che un attimo le sorpassò e scomparve dietro la curva.
Era il suo modo di camminare, svelta ed affaccendata come un ape, che avendo sei figlioletti tempo non poteva perderne.
In paese era chiamata la "Nerina" perché di pelle e capelli scuri, era piccola e magra tanto che pesavano più i panni che indossava che lei.
Eccola!" Disse la Maria," anche quest'anno va a confessarsi e poi il giorno di Pasqua viene alla chiesa solo per prender l'acqua benedetta e per benedire le uova".
" Secondo te, come mai tutti gli anni si confessa e poi non si comunica?" Disse la Rosalba
"Secondo me, anche se la Nerina par tutta casa e terreni mi sa tanto che sulla coscienza c'ha qualcosa di grosso, è l'unica che a Pasqua non fa la comunione."
La Maria scosse la testa e poi disse: "A me non la racconta giusta, mi sa che ha qualcuno, un ganzo voglio dire"
" Mi sa tanto di si" Disse la Rosalba" E poi dimmi, te pensi che saranno tutti del marito quei figlioli?
A me sa tanto di no; ma l'hai visto il penultimo, con quei capelli chiari, a su madre non somiglia davvero e a su padre neanche son tutti e due neri che sembrano strinati
Quando la Maria e la Rosalba entrarono in chiesa, l'Argia stava in ginocchiata nel confessionale.
Avrebbero sentito volentieri quello che raccontava al prete ma avvicinarsi di più non era decente e cercavano d'allungare le orecchie ma non riuscivano a sentire nulla.
" O don Egi' quest'anno mi dovreste dare l'assoluzione, il mi' omo è un invernata che è senza lavoro, su in cava c'è ancora la neve, abbiamo già tutti quei figlioli, con il mi' marito bisogna stare attenti perché non possiamo averne altri."
"No e poi no! Non si può!" Le diceva il prete " Non si può, non sono mica io a dirlo è la Chiesa che lo dice, bisogna prendere tutti i figli che manda la provvidenza! "
" Sapete allora cosa vi dico? A confessarmi io ci ritorno quando sarò in menopausa!"
Le due donne la videro uscire dalla chiesa senza nemmeno farsi il segno della croce e quell'anno a far benedire le uova ci videro i due figli più grandi dell'Argia.
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