domenica 6 aprile 2014

i miei racconti : un topo gigante

Proprio ora, vedendo un animale con la sua bella pelliccetta mi sono ricordata un fatto curioso a cui ho assistito un giorno mentre camminavo in una strada di Querceta.
 Su di un marciapiede ho visto un piccolo topolino che camminava  vicino al muro di un'abitazione, per non spaventarlo mi sono fermata; non volevo che saltasse in mezzo alla strada tra le automobili. Vengo sorpassata da una robusta signora avvolta in una pelliccia scura come il topolino che stavo guardando, alla vista del minuscolo topino la donna urla "   Oddio un topo! che schifo !!" Ed affretta il passo scendendo dal marciapiede.
Ho sorriso tra di me perché quella signora, vista da dietro, con cappotto e cappello di pelliccia sembrava un topo gigantesco.

sabato 5 aprile 2014

le mie ricette: petto di tacchino in salsa tonnata

                                    il mio petto di tacchino in salsa tonnata

                                                                     

di solito si usa fare il vitello in salsa tonnata , ma io questa volta ho usato il petto di tacchino

come fare:

ho messo in acqua bollente; carota, sedano, maggiorana, cipolla, una foglia di finocchietto selvatico e un bel pezzo di petto di tacchino. Appena la carne è cotta la tolgo dal liquido e la metto tra due piatti con sopra un peso finché non è fredda, questo serve per facilitare il taglio. 
Si può preparare anche il giorno prima. Il petto di tacchino cotto in questo modo è saporito ed assai più economico del vitello.


( in seguito metterò i due modi in cui faccio la salsa tonnata )

le mie ricette: torta con panna


                                            questa è la mia torta con panna di oggi

                                                                              
                              
come base ho usato il belluccio frullato di cui ho scritto la ricetta nel post precedente

dopo aver tagliato in due il dolce l'ho bagnato con sciroppo di zucchero aggiunto di liquore maraschino ed ho farcito con una tazza di crema pasticcera alla quale ho aggiunto un bicchiere di nutella e panna montata. Poi ho ricoperto tutta la torta con panna montata.

Per montare in poco tempo la panna e far si che venga bella consistente io prima di montarla metto nel congelatore per alcuni minuti sia la panna che la ciotola in cui la dovrò mettere.

venerdì 4 aprile 2014

le mie ricette: il belluccio frullato

                                                                        







il belluccio frullato era il dolce che si faceva una volta per la Domenica in Albis  ( la domenica dopo Pasqua ).

 Era un dolce che si offriva agli invitati assieme ad un bicchierino di marsala o vermut.


Farlo era stancante perché dovendo far montare le uova a mano, se ne usavano anche 18, c'era bisogno di braccia forti.


Questi dolci venivano cotti nel forno a legna, anche perché altri tipi di forno non c'erano.

Allora non si usava decorare o riempire i dolci, ma il belluccio frullato si presta bene somiglia al pan di spagna, forse si gonfia di più e rimane un po' più umido.


queste sono le dosi per un dolce da 12:
12 uova, 400 gr. farina, 300 gr. di zucchero, una bustina di lievito per dolci, buccia di limone grattugiata  fine e volendo 2 cucchiai di liquore a piacere o di succo di limone.


Si montano bene le uova intere con lo zucchero, si aggiunge buccia limone e liquore, poi con la frusta mischiando dal basso verso l'alto con delicatezza e poco per volta si aggiunge la farina mischiata al lievito e si mette in forno già caldo a temperatura media per circa quaranta minuti.

Pietrasanta

                                              Pietrasanta, il duomo





                                                                         e il campanile

mercoledì 2 aprile 2014

i miei racconti: Aspettami




Qui gli alberi sono fitti, dritti e alti, hanno dovuto gareggiare in altezza per guadagnarsi la luce, il sottobosco è costituito da strati di foglie cadute e muschi. è aprile ed il sole è insolitamente caldo per questa stagione.

  Un sentiero che dal paese sottostante raggiunge  i campi coltivati sull'altro versante salendo attraversa la selva.

Ugo sta scendendo lungo il sentiero, ha lasciato il suo campo e sta scendendo verso il basso, è un uomo di sessant'anni ma ne dimostra di più, ha il volto rugoso ed il colorito scuro di chi ha sempre lavorato all'aperto, sotto il sole.

 Sulla schiena porta un sacco; è pesante poiché all'altezza della spalla lo tiene con tutte e due le mani, sulla spalla libera ha un tascapane liso, che gli arriva alla vita, da cui fanno capolino dei fiori bianchi, sono giunchiglie, le prime della stagione.

A gravare i  suoi passi non è il sacco che porta in spalla.

Poco prima di raggiungere il paese Ugo posa il sacco sopra un muretto e percorre un breve tratto d'uno stretto sentiero, apre il pesante cancello di ferro e sale il vialetto del cimitero, s'inginocchia davanti ad una piccola croce di ferro e sradica qualche piantina d'erba; è una piccola tomba che è recintata dalle sponde in ferro di un lettino.

Li c'è la sua bimba persa tanti anni prima, ma come tutti quelli che muoiono giovani il tempo si ferma e lei è rimasta bimba per sempre.

Nel cuore di Ugo c'è una bimba contenta a cui la zia ha appena regalato un cappottino rosa dismesso da sua figlia.

Marta se l'era messo subito ed aveva cominciato a far piroette per tutta la cucina riscaldata dal grande camino.

Il padre era sceso in cantina risalendo col cuore in gola per le grida della figlia , aveva visto una fiamma che girava impazzita per la cucina e subito s'era accasciata sul pavimento.
Ugo cercando di spegnere quel fuoco gli s'era buttato sopra abbracciandolo e bruciandosi anche lui, ma era tardi.

è un ricordo doloroso c on cui ha imparato a convivere.

Toglie i fiori dal tascapane e li posa nel vasetto ai piedi della croce, un vasetto ricavato svuotando un grosso proiettile, poi con fare delicato, con piccoli colpetti della mano sistema la terra che le radici stappate hanno smosso e sussurra:

 "Aspettami, è solo questione di Tempo ".

martedì 1 aprile 2014

9 novembre

Ultimamente  cerco il buio, mi piace l'andare a letto presto e starmene li da sola a fare una specie di ripasso di quella che è stata fino ad oggi la mia  vita, penso ai lavori da fare il giorno dopo ed a quello che ho fatto il giorno appena terminato.
Fin da piccola avevo il terrore della notte, e ne avevo il motivo, avevo continui risvegli dovuti ad incubi.
Poi una notte, tempo fa, una notte d'un periodo lungo e doloroso quando non avevo più lacrime da versare, qualcosa è accaduto, qualcosa che non saprei...
Ero sveglia nel mio letto e ho sentito come l'essere avvolta in una coperta tiepida, leggera, una specie d'abbraccio delicato ma che sembrava contenere tutti gli abbracci negati d'una vita. E qualcosa silenziosamente mi diceva di non aver paura. Vorrei ritrovare per una volta quella cosa.

( diario di A. )